Stipendi e gap di genere: province italiane a confronto

di Teresa Barone

6 Novembre 2023 11:33

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Uno studio recente dedicato alle retribuzioni concesse nelle province italiane mette in evidenza nette disparità di genere, ma non mancano le differenze territoriali.

In Italia esiste ancora una forbice abbastanza ampia tra le retribuzioni percepite dalle donne e dagli uomini, a vantaggio di questi ultimi.

Lo studio condotto dal portale AppLavoro.it nel periodo tra il 1° gennaio e il 25 ottobre 2023 ha preso in esame la media degli stipendi in undici province: Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Bari, Palermo e Cagliari.

I dati emersi evidenziano persistenti disparità nel trattamento economico a svantaggio delle donne, che guadagnano solitamente meno degli uomini.

Lo stipendio di operaie e operai specializzati si aggira intorno ai 1500 euro in quasi tutte le città considerate, tuttavia le donne devono accontentarsi di circa 300 euro in meno degli uomini.

Se gli operatori dei call center guadagnano in generale meno di mille euro al mese, inoltre, a Torino le retribuzioni sono più alte rispetto della media nazionale. Le segretarie di Padova, invece, guadagnano circa 1200 euro al mese, mentre le colleghe di Palermo arrivano a malapena a 700 euro.

Per colf e addetti alle pulizie conviene lavorare a Milano, dove gli stipendi sono al di sotto dei mille euro ma certamente più alti dei 600 euro percepiti a Cagliari. I camerieri meglio retribuiti, invece, lavorano a Roma, Bologna e Firenze.

Gli operatori sociosanitari, infine, guadagnano circa 1.300 euro al mese a Cagliari e Palermo, vantando un primato a livello nazionale: le retribuzioni degli uomini, però, raggiungono i 1.400 euro, mentre quelle delle donne non superano i 1.200 euro.

Lo studio di AppLavoro.it sottolinea anche che le retribuzioni sono in linea con l’andamento generale, conformi a quanto previsto dai CCNL per alcune delle professioni (colf, commessi o addetti alle vendite, camerieri, segretari, autotrasportatori, operatori sociosanitari).