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Professione infermiere: guadagni e stipendi a confronto

di Noemi Ricci

17 Novembre 2023 13:51

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Quanto prende di stipendio un infermiere, in ogni regione d'Italia e all'estero, come si inquadra la professione e quale percorso di studi richiede.

La professione dell’infermiere è una delle più richieste in ambito sanitario, per l’assistenza e la cura dei pazienti ricoverati in strutture ospedaliere pubbliche o private o in altri contesti.

Vediamo in dettaglio qual è il percorso di studi da seguire per diventare infermiere, quanto si guadagna nel settore pubblico e nel privato, anche in base all’ubicazione geografica e all’inquadramento contrattuale o alla tariffa professionale.

Quanto guadagna un infermiere

Lo stipendio medio degli infermieri in Italia varia in base al settore pubblico o privato, all’esperienza e ai turni. In media, un impiegato pubblico percepisce uno stipendio lordo annuo di 29.233 euro (circa 1.750 euro netti al mese per 13 mensilità), che può essere più alto o più basso a seconda dell’esperienza e dei compiti svolti all’interno dell’ospedale. Nel privato lo stipendio è simile, ma a inizio carriera si andrà a guadagnare meno rispetto a un collega del pubblico impiego, tuttavia si avrà la possibilità di guadagnare di più con l’esperienza.

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Quanto guadagna un infermiere pubblico

Per un infermiere dipendente del settore pubblico, la retribuzione dipende dalla categoria di. Attualmente, la retribuzione annua di un infermiere si situa tra i 24.157,28 euro e i 32.081,46 euro lordi, a seconda della professione (ambulatorio, sala operatoria, terapia intensiva, ecc.).

Con l’ultimo rinnovo del CCNL Sanità, è stato previsto un aumento di circa 175 euro al mese nella busta paga. A questi importi si aggiungono straordinari, indennità per turni notturni e tredicesima, oltre ad altri extra per i 277 mila infermieri che lavorano nel settore pubblico, come l’indennità professionale specifica e l’indennità di specificità infermieristica.

  • I livelli retributivi delle categorie nel Contratto Sanità partono dal livello D (o D0), con uno stipendio lordo di 2.013,11 euro e un aumento di 90,24 euro, fino al livello D6, con uno stipendio lordo di 2.429,43 euro e un aumento di 96,92 euro.
  • Per i coordinatori e i dirigenti infermieristici, la scala contrattuale va invece dal livello DS (o DS0), con un lordo di 2.165,23 euro e un aumento di 91,57 euro, al livello DS6, con un lordo di 2.673,46 euro e un aumento di 101,67 euro.
  • Per infermieri pediatrici, senior e pediatrici senior, viene corrisposta un’indennità infermieristica mensile di 72,79 euro.

L’indennità notturna ammonta a 4 euro all’ora per il servizio svolto dalle 22 alle 6, mentre per i servizi di pronta disponibilità (che hanno un limite mensile di 7), è di 1,80 euro all’ora. È importante tenere presente che questi numeri rappresentano una media e che quindi possono variare positivamente o negativamente in base all’esperienza e alla regione.

Quanto guadagna un infermiere privato

Nel settore privato gli infermieri guadagnano all’incirca 1.500 euro netti al mese, con una variazione che va dai 1.100 euro ai 2.500 euro. Tuttavia, ci sono differenze, talvolta anche significative, tra un’azienda e l’altra.

Ad esempio, chi lavora per organizzazioni non profit e cooperative può percepire solo 1.000 euro al mese, mentre gli infermieri in pronto soccorso e sale operatorie possono arrivare a guadagnare 2.000 euro netti. I dirigenti possono raggiungere circa 3.000 euro al mese.

È importante anche considerare che il lavoro sanitario può essere svolto come libero professionista. Iscrivendosi all’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e aprendo partita Iva, è possibile lavorare in proprio e stabilire autonomamente le tariffe, facendo riferimento a linee guida generali, come il Nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza infermieristica.

=> Infermieri e Ostetrici: come si calcola la pensione ENPAPI

Stipendio infermieri, classifica per Regione

Analizzando i dati per regione si può osservare che nel Nord e Centro Italia gli infermieri hanno una retribuzione più elevata rispetto al Sud, anche se ci sono alcune sorprese.

Tra le regioni con i salari più alti per gli infermieri si trovano Liguria, Lombardia e Toscana, dove guadagnano in media tra 2.159 e 2.792 euro al mese. In Piemonte e Marche gli infermieri guadagnano circa 2.000 euro al mese, nel Lazio la cifra scende a 1.954 euro. Le retribuzioni sono ancora più basse in Sicilia, Veneto ed Emilia-Romagna, con stipendi medi che vanno da 1.650 a 1.952 euro al mese.

Quanto guadagna un infermiere all’estero

Gli stipendi degli infermieri variano notevolmente da Paese a Paese. In generale possiamo affermare che gli infermieri italiani guadagnano meno dei loro colleghi europei, come dimostrato dai recenti dati dell’OCSE.

Quanto guadagna un infermiere in Francia

In Francia gli stipendi sono più alti rispetto all’Italia: la retribuzione media per gli infermieri francesi è di 34mila euro lordi l’anno, corrispondente – in Italia – a un netto di 1.940 euro circa netti al mese.

Quanto guadagna un infermiere in Spagna

In Spagna la retribuzione media lorda degli infermieri è di 35.400 euro annui.

Quanto guadagna un infermiere in Germania

In Germania si guadagna di più facendo gli infermieri: la RAL è di 41.000 euro, pari in Italia a oltre 2.100 euro al mese netti.

Quanto guadagna un infermiere in Belgio e Irlanda

In Belgio e in Irlanda gli infermieri possono guadagnare oltre 50.000 euro all’anno. Una RAL che in Italia corrisponderebbe a un netto mensile di 2.450 euro al mese, per 13 mensilità.

Quanto guadagna un infermiere in Lussemburgo

In Lussemburgo si registra il guadagno più importante per gli infermieri nell’ara OCSE, con una RAL che può anche superare i 83.000 euro. Un lordo annuo che, in Italia, corrisponderebbe a 3.704 euro netti al mese.

Quanto guadagna un infermiere in Svizzera

In Svizzera la media mensile è di 3.300 euro netti, corrispondenti in Italia a una RAL di circa 75mila euro.

Quanto guadagna un infermiere nel Regno Unito

Nel Regno Unito, gli infermieri guadagnano intorno a 2.000 sterline nette al mese, pari a quasi 2.300 euro netti mensili, ovvero a una RAL italiana di 46mila euro.

Quanto guadagna un infermiere in America

Anche al di fuori dell’Europa ci sono paesi dove gli stipendi degli infermieri sono molto alti, come gli Stati Uniti, dove il guadagno annuo medio è di circa 77.500 dollari, pari a circa 72.500 euro, ovvero ad un netto mensile di 3.300 euro circa.

Quanto guadagna un infermiere in Australia

In Australia un infermiere con esperienza può guadagnare oltre 3.500 euro al mese (RAL 78mila euro). Qui, però, va sottolineato che, anche se gli stipendi sono più elevati che nel nostro Paese, il percorso formativo è molto più costoso. 

Quanto guadagna un infermiere nei Paesi arabi

In cima alla lista dei Paesi in cui gli infermieri guadagnano di più ci sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, dove si registrano stipendi che vanno da 3.000 ai 6.000 dollari al mese, con benefit importanti che includono casa e servizi e casa, inserimento scolastico per i figli, agevolazioni fiscali, nonché una burocrazia snella e veloce.

Dove lavora un infermiere

La professione di infermiere può essere svolta sia in strutture sanitarie pubbliche che private, o nell’ambito dell’assistenza domiciliare.

Per lavorare nel settore pubblico è necessario superare un concorso, che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Come libero professionista, l’infermiere può esercitare la sua attività in modo individuale, in uno studio associato o in una cooperativa sociale.

In particolare, può lavorare presso aziende sanitarie locali, ospedali, residenze sanitarie assistenziali, residenze sanitarie per disabili, servizi sanitari e assistenziali territoriali, strutture assistenziali specialistiche (come quelle pediatriche o per le unità spinali), servizi di prevenzione (come i consultori) e strutture sanitarie private. Inoltre, può anche lavorare presso case circondariali o associazioni umanitarie non governative.

Il percorso di studi per diventare infermiere

Chi sceglie di diventare un infermiere seguire un percorso di formazione universitario specifico, durante il quale acquisire le competenze tecnico-sanitarie necessarie a svolgere la professione. Con l’esperienza, queste competenze si consolidano.

Cosa fa un infermiere?

Il lavoro di un infermiere è estremamente vario e impegnativo, poiché consiste nel prestare assistenza sanitaria e prendersi cura dei pazienti ricoverati presso una struttura ospedaliera pubblica o privata o in altri contesti, alternando turni diurni e turni notturni.Le mansioni di un infermiere includono:

  1. Prendere in carico il paziente, identificandone i bisogni assistenziali.
  2. Pianificare l’assistenza: basandosi sulla situazione clinica e culturale del paziente.
  3. Erogare le cure e l’assistenza seguendo le indicazioni dei medici.
  4. Monitorare le condizioni di salute, intervenendo quando necessario.
  5. Fornire informazioni sia al paziente che ai familiari su come mantenere le cure in autonomia, offrendo supporto psicologico.

=> Professione IFoC: arriva l'Infermiere di Famiglia o Comunità

Il percorso di studi per diventare infermiere

Per svolgere la professione dell’infermiere è necessario conseguire una laurea triennale in Scienze infermieristiche (L/SNT1 – Classe delle lauree in professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica).

Si tratta di un corso ad accesso programmato nazionale, con graduatoria locale, quindi bisogna superare un test d’ingresso per essere ammessi. Tale prova si svolge annualmente e la data viene comunicata dal Ministero dell’Istruzione (MIUR) nei primi mesi dell’anno, per dare modo agli aspiranti studenti di infermieristica di prepararsi adeguatamente. Di solito il test si svolge a settembre, prima dell’inizio delle lezioni, con pre-iscrizione a luglio. Le università private, invece, comunicano autonomamente la data della prova d’ingresso.

Le materie su cui vertono i test di ingresso includono: cultura generale, logica, biologia, chimica, matematica, fisica. Una volta superato il test d’ingresso, potrai accedere al corso di laurea in infermieristica, che si sviluppa in tre anni di studio.

Ogni università organizza il proprio piano didattico, tra lezioni pratiche, teoriche e a frequenza obbligatoria. Tra le materie di studio principali, troviamo:

  • scienze biologiche, come biochimica, biologia e genetica
  • scienze fisiologiche, come alimentazione e nutrizione umana, fisica applicata e fisiologia
  • scienze morfologiche, come anatomia e istologia
  • scienze della prevenzione, come igiene e medicina del lavoro
  • scienze infermieristiche, generali, cliniche, pediatriche e della comunità
  • patogenesi e diagnostica, come microbiologia, diagnostica per immagini e radioterapia
  • scienze umane, come psicologia e pedagogia
  • infermieristica medico-chirurgica, come farmacologia e medicina dell’area chirurgica e dell’area medica
  • chirurgia, tra cui anestesiologia, chirurgia generale e malattie dell’apparato locomotore
  • scienze cliniche, dell’area medico-specialistica e dell’area materno-infantile

Il piano didattico si conclude con un tirocinio formativo obbligatorio che lo studente svolgerà presso una struttura pubblica o privata, in cui mettere in pratica quanto appreso durante il percorso di studi e imparare sul campo le nozioni utili allo svolgimento della professione. Al termine dei tre anni di corso, con la discussione di una tesi di laurea e il superamento di una prova finale successiva al tirocinio pratico-valutativo, si accede alla professione di infermiere, previa iscrizione all’Albo Professionale, obbligatoria sia per i lavoratori dipendenti che per i liberi professionisti.

Da qualche anno, infatti, non è più necessario sostenere l’Esame di Stato per svolgere la professione, in quanto la laurea stessa ha valore abilitante. Una volta conseguito questo titolo è anche possibile iscriversi al corso di laurea magistrale e/o seguire dei Master di specializzazione.