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Commercialisti, identikit e preferenze

di Redazione PMI.it

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I primi dati del report statistico della FNC sull’attività dei commercialisti in Italia: ecco preferenze e cambiamenti rispetto al passato.

Monitorare l’evoluzione della professione nell’arco degli anni mettendo in evidenza cambiamenti e preferenze: con questo obiettivo la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato la prima sintesi dell’indagine statistica sui dottori commercialisti ed esperti contabili relativa al 2018 avviata lo scorso luglio (ISDCEC 2018), a sei anni di distanza dal precedente studio strutturale.

Il report mette in luce diversi aspetti legati ad esempio al titolo professionale posseduto dai soggetti coinvolti nell’indagine, alle specializzazioni conseguite, alle dimensioni degli studi professionali, alle modalità di esercizio della professione. A tal proposito, l’89% degli intervistati esercita la professione all’interno di studi organizzati come titolare, socio, contitolare o collaboratore di studio ma anche come dipendente), mentre solo l’8,8% utilizza la propria abitazione o altri spazi non primariamente adibiti a tal fine: questa percentuale, tuttavia, è in aumento rispetto al passato e segnala un aumento dei professionisti che esercitano presso strutture non organizzate.

Per il 61,3%, inoltre, lo studio individuale rappresenta la tipologia di studio prevalente, seguita dallo studio associato (20,1%), da quello condiviso (13,9%), dalla società tra professionisti STP (2,2%). Dal punto di vista delle aree professionali di specializzazione, la classifica stilata pende a favore dell’area contabilità e bilancio con l’89% delle preferenze. A seguire compare il ramo consulenza e pianificazione fiscale (55,2%) e a poca distanza l’area revisione legale e controllo di legalità (54%).

Il report con la sintesi dei primi dati emersi dall’indagine è scaricabile dal sito della Fondazione Nazionale Commercialisti.