Decreto sviluppo: credito d’imposta per chi investe in infrastrutture

di Andrea Barbieri Carones

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Decreto sviluppo: il governo punta al credito di imposta per quelle aziende che, insieme a soggetti pubblici, investiranno in infrastrutture.

Infrastrutture come motore di rilancio dell’economia italiana. Questo è uno degli elementi contenuti nella bozza da 80 articoli del decreto sviluppo del governo, che include anche settori come l’agenda digitale, le start up, l’attrazione di investimenti da parte di aziende straneire, le semplificazine per le imprese e le assicurazioni.

Un decreto, che probabilmente sarà presentato venerdì al Consiglio dei ministri e che punta a far uscire il Paese dal pantano della crisi in cui si trova – con alti e bassi – da almeno 4 anni.

Tra le misure sulle quali l’esecutivo punta maggiormente c’è quella sulle infrastrutture e sul credito d’imposta per quelle aziende che parteciperanno alla realizzazione di opere pubbliche per l’Italia e che prevede un bonus fiscale del 50% per quei progetti che hanno bisogno di un investimento superiore ai 500 milioni di euro. In questo caso, si sottoscriverebbero dei contratti di partenariato tra soggetti pubblici e soggetti privati per lavori particolarmente onerosi.

Per questi ultimi, e in particoalre per il titolare del contratto, il bonus dello Stato andrebbe sull’Ires e sull’Irap che si generano limitatamente alla realizzazione e alla eventuale gestione dell’infrastruttura oggetto dell’accordo “nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico finanziario e comunque entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento”. In base alla bozza, in fase di correzione, non si prevedano in alcun modo contributi pubblici a fondo perduto.

Il progetto piace già all’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), che attraverso il proprio presidente si è detto soddisfatto nella speranza che questa bozza si trasformi presto in legge, “magari anche relativamente ai lavori di importo inferiore ai 500 milioni di euro”. Questo, da non dimenticare, alla luce dei risultati dell’andamento del settore che in tutta Italia ha mostrato un calo degli investimenti e un calo di fatturato da parte delle aziende che vi operano.

Sempre a proposito di infrastrutture, sulla Gazzetta Ufficiale n. 210 dell’8 settembre 2012 è stato pubblicato il decreto interministeriale (Economia e Infrastrutture) 7 agosto 2012 sui project bond. La misura punta a definire le modalità per la prestazione delle garanzie sulle obbligazioni e sui titoli di debito emessi da parte delle società costituite per la realizzazione di opere pubbliche in Italia. In particolare, il decreto dice che “le obbligazioni e i titoli di debito emessi ai sensi dell’art. 157 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e dell’art. 1, comma 5, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, possono essere sottoscritti e circolare esclusivamente presso gli investitori qualificati“.