Second Life, avanti con cautela

di Alfredo Polito

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Da Gartner alcune indicazioni sulle strategie da assumere in SL. Non sottovalutarlo, ma nemmeno aver fretta di avere riscontri economici: prima la piena penetrazione

Entro il 2011 l’80% degli utenti della rete avrà una “seconda vita” nel web. È il risultato di una ricerca che Gartner presenterà al Symposium/Itxpo, previsto dal 20 al 23 maggio prossimi a Barcellona. Gli analisti assicurano che nel prossimo futuro saranno gli aspetti collaborativi e di comunità a farla da padrone nella realtà virtuale, mentre «le opportunità commerciali saranno limitate ad aree di nicchia, che devono essere identificate sin d’ora».

Tutto quello che potranno fare le imprese sarà usare le piattaforme virtuali per ricercare e testare nuovi modelli di sviluppo. Per questo la società fornisce alcune indicazioni alle aziende che volessero partecipare attivamente a questa nuova forma di mass marketing.

Innanzitutto, chi ancora considera “Second Life” – in cui sono già presenti molte grandi aziende – come un semplice gioco o una perdita di tempo, farebbe bene a cambiare idea: queste realtà possono costituire un’opportunità, soprattutto per studiare gli orientamenti di determinate comunità e nicchie di mercato.

Poi è necessario rendersi conto che dietro ogni avatar c’è una persona reale, e che quindi anche nei mondi virtuali esistono regole non scritte, codici di comportamento ed aspettative che sarebbe meglio non ignorare.

Inoltre Gartner consiglia a chi ha già aperto la propria sede in Second Life di cercare di svolgere il più possibile lo stesso lavoro che compie nella vita reale. Dunque non solo “sedi di rappresentanza”: la parola d’ordine è monetizzare.

Potrebbe capitare, inoltre, che alcuni utenti della realtà virtuale, con un comportamento scorretto nei confronti dell’impresa “simulata”, compromettano anche l’immagine del proprio brand nella vita reale. È bene essere pronti ad affrontare questi rischi per riuscire a contenerli in tempo.

In ultimo, gli analisti raccomandano di non avere fretta: le imprese sperimentino con cautela le piattaforme virtuali, non pianifichino grossi investimenti e puntino prima di tutto alla penetrazione in queste comunità. Per i grossi riscontri in termini economici ci sarà tempo.