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Manovra finanziaria bis: critiche e pasticci

di Redazione PMI.it

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La manovra finanziaria bis lascia tutti scontenti, Confindustria la ritiene inadeguata e con misure di lotta all'evasione fiscale poco efficaci rispetto all'obiettivo. Bocciatura anche da Berlusconi. Fiducioso invece Tremonti.

La manovra finanziaria bis, attualmente al vaglio del Governo, sta suscitando non poche polemiche e tra i più critici sulle misure economiche presentate dall’esecutivo c’è Confindustria. La presidente degli industriali Emma Marcegaglia ha infatti contestato «manca completamente un piano per la crescita. O trovano la forza di fare scelte o ne traggano le conseguenze».

La Marcegaglia ha lanciato un monito: è in gioco la credibilità dell’Italia, tra la manovra finanziaria di agosto e questa «il governo non ha colto la gravità della situazione».

Parole dure, pronunciate a Cernobbio davanti al ministro Giulio Tremonti, che rafforzano la posizione già assunta dagli industriali con la nota diffusa in questi giorni nella quale si leggeva «siamo sconcertati per le misure di contrasto all’evasione fiscale previste nell’emendamento presentato dal governo».

Confindustria condivide l’obiettivo di una «seria ed efficace lotta all’evasione fiscale e contributiva», ma le misure presentate dall’esecutivo sembrano risentre «della fretta e dell’approssimazione con cui è stato predisposto l’emendamento, non sono coerenti anche sul piano tecnico e dovranno necessariamente essere riviste».

Misure poco efficaci come quelle della manovra fiscale bis «rischiano di penalizzare le imprese corrette nel rapporto con il fisco». Gli industriali si dichiarano «stupiti che il governo non abbia preso in considerazione misure più efficaci di contrasto all’evasione come la nostra proposta di abbassare la soglia per l’uso del contante a 500 euro».

Al contrario invece Tremonti si è dichiarato ottimista: «la lotta all’evasione fiscale potrebbe portare più soldi rispetto ai 2,3 miliardi di euro che si prevedeva di ottenere con il contributo di solidarietà». Il Ministro ha poi ribadito che si tratta di una «riforma strutturale che va nel senso dell’equità».

A chi si dimostra contrario alla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi online, Tremonti risponde che il punto della questione non è la privacy, «il problema non è esporre i ricchi al rischio di rapimento, il problema è di far notare quanto la gente è fintamente povera».

Riforma bocciata anche da Berlusconi: «roba che neanche Visco», così il Premiér ha etichettato la lotta all’evasione fiscale di Tremonti.

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