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Manovra Finanziaria bis: gli emendamenti definitivi

di Redazione PMI.it

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Modificato il testo della Manovra Finanziaria bis con emendamenti, in due punti: gettito da lotta all'evasione fiscale e Robin Tax per i governi locali, e se non bastasse a sostituire il contributo di solidarietà si aumenterà aglio l'IVA.

Cambia il testo della Manovra Finanziaria bis con nuovi emendamenti rispetto quelli stabiliti nel vertice di maggioranza di Palazzo Madama, al quale hanno presenziato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il relatore Antonio Azzollini: focus sulla lotta a evasione fiscale, con i redditi dei contribuenti resi pubblici online dai Comuni, e sulla Robin Tax.

In più, per chi commetterà il crimine di frode fiscale per un valore supere ai 3 milioni di euro, arriverà il carcere.

La Manovra Finanziaria bis ha dunque detto addio al contributo di solidarietà e le nuove misure della manovra finanziaria contro l’evasione, reputa il Governo, compenseranno quanto si sarebbe ricavato.

Berlusconi però avverte: «l’aumento dell’IVA è una riserva, noi non l’abbiamo utilizzata ma passando dal 20 al 21% avremmo 4 miliardi in più. Sono lì a disposizione e con un provvedimento il premier può attuarlo da un giorno all’altro. È una clausola di salvaguardia assoluta per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. Se fosse necessario, l’IVA potrebbe passare dal 20 al 22%, ad esempio per tre mesi».

Per il monitoraggio, è stato pensato di introdurre nella dichiarazione dei redditi l’indicazione della banca del contribuente: «riteniamo che possa avere un effetto deterrente dichiarare la banca e il reddito», ha sottolineato Tremonti. «L’Agenzia delle Entrate può procedere, sulla base di questi dati, sentite le Associazioni di categoria degli operatori finanziari per le tipologie di informazioni da acquisire, alla elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo».

Sostanzialmente quindi, ha spiegato il Ministro, il testo della manovra finanziaria bis che sarà approvato coinciderà con quello iniziale con due differenze: niente contributo di solidarietà per i privati (resta per statali e pensionati d’oro) e gettito dalla Robin Tax non più diviso tra ministeri ed enti locali ma destinato a coprire solo i tagli di questi ultimi.

Arrivano poi in manovra finanziaria le norme più stringenti per i casi di “concessione in godimento di beni dell’impresa a soci e familiari”: «l’Agenzia delle Entrate procede a controllare sistematicamente la posizione delle persone fisiche che hanno utilizzato i beni concessi in godimento ai fini della ricostruzione sintetica del reddito».

Il decreto dovrebbe arrivare in Aula al Senato martedì pomeriggio, secondo quanto disposto dalla conferenza dei capigruppo. Intanto, Berlusconi ha definito il nuovo testo un “pasticcio” nel quale si rifiuta di mettere la faccia. Insoddisfatte anche le Regioni che, per voce del presidente della Conferenza Vasco Errani, esprimono un giudizio «fortemente negativo: «non abbiamo avuto alcuna risposta», aggiungendo poi la richiesta «al governo di dire ai cittadini cosa si taglia; non vogliamo essere noi i responsabili sui tagli ai cittadini».