Nuovo testo unico per la sicurezza sul lavoro

di Marianna Di Iorio

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Il Consiglio dei Ministri ha esaminato e approvato questa mattina un provvedimento che intende modificare e aggiornare il testo unico riguardante la sicurezza sul lavoro

Su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, Cesare Damiano, e del Ministro della salute, Livia Turco, il Consiglio dei Ministri ha esaminato e approvato, tra gli altri, nell’incontro di questa mattina a Palazzo Chigi, un disegno di legge che conferisce al Governo la delega per «l’emanazione di un testo unico per il riassetto normativo e la riforma della salute e sicurezza sul lavoro».

Il Governo, come indicato nell’articolo 1 del disegno di legge, è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. La normativa attuale è il risultato di una forzata integrazione alle vecchie disposizioni di nuove direttive comunitarie introdotte nel corso degli anni.

Tra le novità introdotte, il Governo, dopo aver ricevuto la delega dal Parlamento, si occuperà di inserire nel Testo Unico provvedimenti riguardanti la disciplina di alcune tecnologie che non risultavano nelle disposizioni degli anni ’50. Inotre, dovrà fornire la piena garanzia a tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e subordinati, indipendentemente quindi dal tipo di contratto o dal titolo per cui prestano la loro attività.

Il disegno di legge coinvolge direttamente le piccole e medie imprese sia con azioni volte ad una semplificazione delle questioni burocratiche sia con una serie di percorsi formativi indirizzati a tutti i soggetti interessati e finanziati dall’INAIL.

Un’ulteriore novità, infine, riguarderà il rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, per incoraggiare il raggiungimento di accordi aziendali e codici di condotta e per orientare i comportamenti dei datori di lavoro.

Il Ministero della Salute ha segnalato, in una nota, che nel 2006 i casi di morte sul lavoro sono stati 1250, mentre un milione sono stati gli infortuni. Attraverso il provvidemento si intende, quindi, contrastare questo tragico bilancio.

«È una riforma di civiltà che punta a garantire che si possa lavorare senza morire e in salute in qualsiasi realtà lavorativa. Per questo oltre al lavoro subordinato, sarà finalmente tutelato con specifiche misure anche il lavoro flessibile e autonomo», così ha affermato il ministro Livia Turco.