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Sanatoria per finanziare l’IMU: proroga dei termini

di Barbara Weisz

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La manovrina del governo allunga la sanatoria su slot machine e video pocker, per finanziare l'abolizione della prima rata IMU: si rischia in alternativa l'aumento degli acconti sulle tasse e il rincaro delle accise.

Sanatoria sui giochi telematici e slot machine per finanziare l’abolizione della prima rata IMU sull’abitazione principale, prorogata fino all’8 novembre per l’adesione (con pagamento fino al giorno 20 del mese). Il problema è che adesioni non bastano ancora a garantire i 600 milioni previste dal Dl 102/2013. Se neanche la proroga bastsse a fare cassa scatterà la clausola di salvaguardia del Decreto IMU, che prevede in alternativa l’aumento degli acconti IRPEF, IVA e IRES e delle accise su benzina, alcolici e sigarette. La proroga è contenuta nella manovrina pre-Legge di Stabilità, che mette i conti pubblici al riparo dallo sforamento del 3% di Deficit/PIL.

Sanatoria

Dopo l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti il governo aveva pensato anche di ridurre la sanzione, dal 25 al 20% (dei danni quantificati dalle sentenze di primo grado), ma poi si è preferita la proroga per aderire alla sanatoria, aperta anche alle dieci grandi concessionarie dei giochi telematici condannate con sentenza n.214/2012: è questa la vera posta in gioco, visto che la multa in questione è pari a 2,5 miliardi di euro (il 25% corriponde ai 600 milioni che lo Stato conta di incassare).

Novità IMU

I soldi servono a finanziarie quanto previsto dal Decreto la cui legge di conversione è in prima lettura alla Camera. Fra le modiche, segnaliamo quella in base alla quale è stata limitata l’esenzione IMU degli immobili invenduti: resta abolito il saldo di dicembre, ma quanto dovuto fino al 30 giugno va pagato. Il testo dovrà essere approvato entro fine ottobre, nel frattempo il Governo presenterà la Legge di Stabilità (prevedibilmente il 15 ottobre), che dovrebbe contenere le nuove disposizione in materia di IMU, con l’abolizione del saldo di dicembre. Il costo è stimato in 2,4 miliardi ma anche in questo caso servono coperture per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici: il dibattito è aperto e non si escludono colpi di scena sulla platea degli esentati, che potrebbe essere ridotta rispetto al previsto (per esempio, lasciando fuori un maggior numero di immobili signorili).

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