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Ddl Riforma Lavoro: emendamenti per co.co.pro, subordinati e Partite IVA

di Redazione PMI.it

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Nuovi emendamenti al Ddl di riforma del lavoro: salario base e indennità di disoccupazione per co.co.pro, esenzione da vincoli di assunzione per Partite IVA sopra i 18mila euro, abolizione causale e durata annua per primi contratti a termine

Presentati al Senato 16 emendamenti al Ddl di riforma del lavoro, dai relatori Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl) per accogliere alcune delle richieste avanzate in tema di flessibilità in entrata e di tutela dei precari.

Grosse novità per collaboratori co.co.pro. (salario base e indennità di disoccupazione), per i lavoratori dipendenti (partecipazione agli utili d’azienda), per i contratti a termine (abolizione causale e durata annua per primi contratti) e per le partite IVA (esenti da riforma i professionisti con oltre 18mila euro di reddito annuo).

Lavoratori parasubordinati

Il primo emendamento presentato riguarda il compenso per i collaboratori a progetto (co.co.pro), che avrà un importo minimo stabilito per legge: si introduce quindi il salario base sotto la cui soglia il datore di lavoro non potrà scendere in quanto a retribuzione. A quanto ammonterà? Sarà determinato periodicamente con decreto del Ministero del Lavoro, sulla base della media tra le tariffe del lavoro autonomo e dei contratti collettivi nazionali.

Previsto anche un assegno di disoccupazione se si perde il lavoro. Per i precari con contratto co.co.pro, infatti, un altro emendamento prevede una una tantum più ricca, visto che per questi lavoratori parasubordinati non è possibile per ora la copertura con l’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) come si auspicava.

Da qui ai prossimi tre anni, quindi, si attuerà sperimentazione: i parasubordinati con contratto da co.co.pro, a fine rapporto otterranno un indennizzo (una sorta di TFR o indennità di disoccupazione). Ad esempio, se hanno lavorato da sei mesi ad un anno, il calcolo approssimativo dell’assegno sarà pari a circa seimila euro.
La decisione di creare una mini-Aspi per questa categoria di lavoro è dunque demandata allo scadere dei tre anni di sperimentazione.

Partite IVA

Per appianare le divergenze tra Governo e imprese sulla distinzione tra false Partite IVA (da scoraggiare, e quindi colpite dalla Riforma) e vere consulenze (che finivano però per essere penalizzate dalla riforma), un emendamento al Ddl Lavoro prevede che saranno considerate “vere” (e quindi esenti dai nuovi vincoli imposti per la loro assunzione) quelle consulenze fornite da professionisti a partita IVA con reddito annuo lordo di almeno 18mila euro: al di sopra di tale tetto non si potrà procedere alla presunzione di subordinazione, e pertanto il datore di lavoro non sarà chiamato ad assumere il professionista con contratto a tempo indeterminato in via automatica.

In realtà cambiano lievemente anche gli altri parametri per classificare le vere partite IVA:

  • la durata di collaborazione massima sale a otto mesi (da sei nel ddl);
  • il corrispettivo pagato non deve essere superiore all’80% rispetto a quello pagato a dipendenti e co.co.co (75% nel ddl);
  • il lavoratore non deve avere una “postazione fissa” in ufficio (nel ddl era solo una generica “postazione”), ovvero una scrivania, come ha spiegato il relatore Treu.

Lavoratori subordinati

I dipendenti potrebbero in futuro partecipare agli utili dell’azienda: i lavoratori con contratto di assunzione, infatti, secondo un emendamento potrebbero essere chiamati alla partecipazione degli utili e del capitale delle imprese, nonché ad essere componenti dei Consigli di sorveglianza (sul modello tedesco).

Su questi aspetti il governo avrà una delega per legiferare entro nove mesi, con uno o più decreti «finalizzati a favorire le forme di coinvolgimento dei lavoratori nell’impresa, attivate attraverso la stipulazione di un contratto collettivo aziendale e individuale» .

Assunzioni a termine

Per i lavoratori con contratto a tempo determinato viene abolita la causale d’assunzione e viene prolungata da sei mesi a un anno la durata del primo contratto a termine: questo, in sintesi, il contenuto di un altro emendamento.

In alternativa, al posto del requisito minimo dei 12 mesi, i contratti di assunzione a termine può anche valere una “franchigia oggettiva” inferiore «al 6% del totale dei lavoratori occupati nell’ambito dell’unità produttiva» : questo però varrà solo per start-up, lancio di nuovi prodotti, innovazione tecnologica, progetto di Ricerca e Sviluppo o proroga di una commessa consistente.

Altra novità: un emendamento accorcia l’intervallo tra due assunzioni a tempo determinato.  Il Ddl parlava di almeno 60 per contratti di sei mesi e di almeno 90 giorni per contratti di durata maggiore (in alternativa scatta l’assunzione a tempo indeterminato): nell’emendamento si parla di 20 e 30 giorni rispettivamente.

Licenziamenti

In tema di articolo 18 e conciliazione obbligatoria in seguito a licenziamento, i relatori hanno presentato un emendamento anti-frode, secondo cui il licenziamento scaturito dall’esito del procedimento disciplinare scatta il giorno stesso della comunicazione, fatti salvi i casi di maternità e infortunio sul lavoro.

Lavoratori a chiamata

Per incentivare il lavoro intermittente o a chiamata (job on call), un emendamento prevede che l’avvio del contratto possa essere comunicato dal datore di lavoro alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio con una semplice mail, o un fax o addirittura un sms, per ridurre la burocrazia e spingere le imprese ad assumere con questa particolare formula.

Non solo: sarà sufficiente una sola comunicazione per tutte le prestazioni fornite dal lavoratore in 30 giorni nell’ambito di un ciclo integrato. infine, vengono abolite le restrizioni di età: il job on call sarà applicabile anche agli under 25 e agli over 55.

Prestazioni accessorie

Anche le imprese commerciali e gli studi professionali potranno utilizzare i voucher lavoro – oggi utilizzati ampiamente nelle imprese agricole – con un tetto massimo di 2mila euro per ciascun committente.E per evitare eventuali abusi, nei voucher dovranno essere indicati data, importo orario e durata.

Iter parlamentare

Dopo che la Commissione Lavoro ha concluso il suo esame del Ddl 3249 recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, presentato dal Ministro Elsa Fornero, c’è ancora tempo per depositare ulteriori sotto-proposte di modifica.

Scadenza ultima per la presentazione dei sub-emendamenti agli emendamenti presentati dei due relatori e ai 27 presentati da Governo: 11 maggio 2012 alle ore 18:00.

«Presumiamo che la commissione Bilancio darà i suoi pareri sulle coperture entro martedì pomeriggio (15 maggio, ndr) e quindi da martedì in notturna» avrà inizio il voto in commissione, che dovrebbe concludersi «all’alba di giovedì (17 maggio, ndr)» , ha dichiarato il relatore Castro.

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