Studi di settore, sgravi 0,40% su imposte, in proroga fino al 6 luglio?

di Redazione PMI.it

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Si concretizzano le voci sulla proroga degli sgravi fiscali per le aziende soggette a studi di settore, e resta viva la protesta di molte Pmi che restano in difficoltà

Pmi avvisate: sembra concreta la notizia della proroga al 6 luglio per i versamenti di Unico 2009, valido solo per i contribuenti cui si applicano gli Studi di Settore, di cui sono attesi per oggi online sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli definitivi di comunicazione dei dati rilevanti.

A preannunciarlo informalmente, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Claudio Siciliotti.

Il decreto presidenziale atteso consentirebbe ai soggetti interessati di versare le imposte dovute con lo sconto dello 0,40% entro tale scadenza invece che entro il 16 giugno (come per tutti gli altri contribuenti). Avranno poi tempo fino al 5 agosto per mettersi in regola invece che fino al 16 luglio.

La definizione del Dpcm sarebbe assai prossima. In questo modo le imprese soggette agli Studi di Settore, revisionati alla luce della crisi economica, avranno più tempo per il riallienamento dei corrispettivi da versare tramite Gerico 2009.

In realtà, c’è da dire che la revisione degli Studi di Settore tanto attesa ha sollevato molti dubbi e perplessità, lasciando scontenti anche molte fasce d’impresa che non hanno valutato i riallineamenti previsti sufficientemente flessibili.

«Solo il 40% dei contribuenti sono interessati dalle modifiche» ha ricordato nei giorni scorsi il direttore di Uncom, Nicola Dal Dosso, evidenziando come le modifiche agli studi riguardano solo una parte delle piccole aziende.

Il timore è che la parzialità delle revisioni ordinarie degli studi di settore provochi uno sbilanciamento erariale tale che a pagare di meno saranno in pochi ma a molti toccherà pagare addirittura di più.

Oltretutto, numerose Pmi si sarebbero aspettate una proroga ancor più significativa, sia per motivi pratici e procedurali ma anche per motivi economici.