Tratto dallo speciale:

Manovra Finanziaria 2011-2013: la norma definitiva punto per punto – 3

di Barbara Weisz

scritto il

Analisi della Manovra finanziaria bis 2011-2013 con testo definitivo, compresi maxi-emendamento e ddl costituzionali per la riforma delle Province e il pareggio di bilancio: cosa cambia per gli Italiani.

Tagli al settore pubblico

Un capitolo molto caldo, che ad esempio prevede anche l’abolizione delle Province attraverso una legge costituzionale (così come è previsto di introdurre nella Costituzione l’obbligo del pareggio di bilaccio). Il CdM ha già votato favorevolmente per la modifica della Carta costituzionale in questo senso.

I Ministeri dovranno ridurre la spesa di 6 miliardi nel 2012 e di altri 2,5 miliardi nel 2013. Sommando queste riduzione a quelle dei mesi e degli anni scorsi, la sforbiciata sarà pari a 11,5 miliardi nel 2012 e a oltre 7 miliardi nel 2013 e nel 2014.

I tagli agli enti locali, di molto ridimensionati rispetto alla prima versione della manovra finanziaria, sono pari a 6 miliardi nel 2012 e 3,2 miliardi nel 2013. Sommati alle misure precedenti, le amministrazioni avranno 6,5 miliardi in meno nel 2012, 9 nel 2013 ed 11,4 nel 2014. Un pò di sollievo ai conti degli enti locali potrà arrivare dal gettito della Robin Hood Tax, che sarà loro destinato al 100%.

Le misure per le aziende

Sono sostanzialmente due quelle rilevanti. La prima è proprio la Robin Hood Tax, che si applica alle imprese del settore dell’Energia. Si tratta di un aumento IRES dal 6,5 al 10,5% e si applica anche alle società impegnate nella produzione di energie rinnovabili. Si prevede un gettito di 1,8 miliardi nel 2012 e di 900 milioni nei due anni successivi.

La seconda novità riguarda le cooperative, alle quali vengono ridotte le agevolazioni (aumentano le tasse). Si riduce del 10% l’esclusione del reddito imponibile, che passa dal 55% al 65% per le cooperative di consumo e i consorzi e dal 30 al 40% per le altre cooperative. Per le cooperative a mutualità prevalente, per cui l’esclusione era al 100%, si passa al 90%.

Le misure anti-evasione

Una riformulazione della manovra finanziaria puntava sulla stretta all’evasione, ma le misure sono state poi mitigate. Inizialmente era stato previsto il carcere per chi evade più di 3 milioni di euro, poi è stato aggiunto che le manette scattano, sempre sopra questa cifra, solo nel caso in cui l’imposta evasa sia superiore al 30% del fatturato.

In generale, comunque, c’è una stretta tributaria che abbassa le soglie di punibilità e aumenta i termini di prescrizione, fino a 15 anni da quando il reato è stato commesso. C’è quindi più tempo per perseguire chi commette questi reati. Vengono cancellate le attenuanti per fatture sulle operazioni inesistenti di importo superiore ai 150mila euro. Abbassate anche le soglie per la dichiarazione infedele, a 50mila euro, e per quella omessa, sempre per un’evasione pari almeno a 50mila euro.

Contro l’evasione i Comuni avranno più potere e potranno tenersi il 100% del gettito recuperato.

Infine è confermata la stretta sulle società di comodo, con un Ires maggiorata del 10%.

Il bonus bebè

Chi lo ha ricevuto indebitamente in base alla Finanziaria 2006 (famiglie sotto i 50mila euro) non rischia sanzioni penali e amministrative se restituisce i mille euro percepiti entro il termine di 90 giorni dal varo della manovra.

Le riforme della PA

E’ previsto l’accorpamento degli enti previdenziali pubblici, per la formazione di una SuperInps. Entro l’anno prossimo sarà anche varata una riforma dell’assistenza (assegni di invalidità, pensioni di reversibilità) che dovrà portare a un taglio della spesa di 4 miliardi nel 2012, 12 nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. Se la riforma non dovesse raggiungere questo obiettivo, scatterà un taglio lineare di tutte le agevolazioni fiscali.

Infine, la norma sui piccoli comuni. Il testo del decreto di Ferrogosto prevedeva la soppressione di quelli sotto i mille abitanti, che invece restano ma vengono accorpati. Sparisce la giunta, avranno solo il sindaco e sei consiglieri.