Assegno Unico: i nuovi aumenti in Manovra e la rivalutazione 2023

di Barbara Weisz

Pubblicato 30 Dicembre 2022
Aggiornato 16:14

Ulteriori maggiorazioni per nuovi nati e famiglie numerose a basso reddito: ecco come aumenta l'Assegno unico nel 2023, incrementi pagati dall'INPS da febbraio con eventuali conguagli.

L’aumento del 50% della maggiorazione forfettaria dell’Assegno unico 2023 per le famiglie numerose viene previsto con almeno quattro figli, mentre la versione originaria del ddl di Bilancio richiedeva almeno tre figli: a parte questo, il testo definitivo della Manovra conferma le novità sull’assegno universale per figli a carico (AUU).

La più rilevante novità: dal 2023 l’assegno sale del 50% nel primo anno di vita del bambino e, per ciascun figlio fino a tre anni, anche nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 40mila euro. Vengono poi rese strutturali le maggiorazioni sperimentate nel 2022 per le famiglie in cui sono presenti figli disabili.

L’INPS ha inoltre annunciato che gli aumenti previsti in Manovra, assieme alla rivalutazione per adeguamento all’inflazione, saranno pagati a partire dalla mensilità febbraio 2023, con diritto agli eventuali conguagli per gli arretrati spettanti dal primo gennaio.

Vediamo tutto.

Assegno unico: +50% per figli fino a un anno

Attualmente, per ciascun figlio minorenne l’Assegno unico varia da 50 a 175 euro mensili, a seconda dell’ISEE. L’importo spetta in misura piena (175 euro), per nuclei con indicatore della situazione economica equivalente fino a 15mila euro, e si riduce gradualmente fino a raggiungere i 50 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40mila euro (o in mancanza di ISEE).

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La nuova maggiorazione 2023 prevista per il primo anno di vita del bambino comporta dunque i seguenti aumenti:

  • ISEE fino a 15mila euro: sono i nuclei che attualmente prendono 175 euro al mese di assegno unico. L’aumento è di 87,5 euro al mese, quindi per queste famiglie l’AUU sale a 262,5 euro al mese. Attenzione: la maggiorazione si applica solo fino a quando il figlio non compie un anno, a quel punto l’importo dell’assegno torna a 175 euro.
  • ISEE fino a 40mila euro: bisogna sostanzialmente sommare all’attuale somma il 50%. Esempio (del tutto ipotetico): in presenza di un assegno unico attualmente a 140 euro, la maggiorazione sarà di 70 euro, e il totale per tutti il primo anno di vita del figlio salirà quindi a 210 euro.
  • ISEE oltre 40mila euro: l’aumento è di 25 euro al mese (il 50% di 50 euro), quindi l’importo sale a 75 euro.

Attenzione: la maggiorazione si applica solo in relazione al figlio che ha meno di un anno. In pratica, se in una famiglia con un figlio di tre anni ne nasce un secondo nel 2023, l’Assegno unico che spetta per il nuovo nato sale in base alle regole sopra esposte, mentre quello relativo al figlio maggiore resta immutato.

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Aumento per figli fino a tre anni

Nel caso in cui nel nucleo familiare ci siano almeno tre figli e l’ISEE sia inferiore a 40mila euro, l’aumento sopra descritto spetta per ciascun figlio fino a tre anni di età. Le regole per il calcolo sono le stesse, nel senso che la maggiorazione è pari al 50% dell’attuale importo dell’assegno unico.

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Maggiorazione per nuclei numerosi

La novità inserita nel testo della Manovra in sede di approvazione parlamentare è la seguente: aumenta la maggiorazione per i nuclei familiari numerosi, con almeno quattro figli. E’ una maggiorazione che è stata sperimentata nel 2022, pari a 100 euro, e ora viene incrementata del 50%, salendo a 150 euro.

Nuclei con figli disabili

Questo è un incremento dell’Assegno unico sperimentato nel 2022 e che ora diventa strutturale. Il sussidio per i figli disabili maggiorenni viene equiparato a quelli dei minorenni (fino a 175 euro al mese a seconda dell’ISEE). E continua ad applicarsi la maggiorazione a seconda del grado di disabilità, anche per ciascun figlio disabile tra 18 e 21 anni: è pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, 95 euro mensili per disabilità grave e 85 euro mensili in caso di disabilità media.

Rivalutazione INPS da febbraio

Tutte le cifre sopra esposte non incamerano ancora la rivalutazione parametrata all’inflazione. L’INPS ha annunciato una circolare in arrivo con le cifre spettanti in base alla perequazione, con adeguamenti da febbraio.

L’Istituto previdenziale, segnala il Direttore generale Vincenzo Caridi, è pronto «a riconoscere le maggiorazioni e la rivalutazione degli assegni. Gli importi definitivi saranno comunicati con una successiva circolare, anche per tenere conto della rivalutazione legata all’aumento del costo della vita».

«Gli aumenti spettanti, rivalutati a norma di legge, saranno conseguentemente erogati a partire dalla mensilità di febbraio 2023, fatto salvo il diritto ad eventuali conguagli spettanti a decorrere da gennaio 2023».