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Manovra 2019: via libera alla Legge di Bilancio

di Redazione PMI.it

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Via libera alla manovra 2019, polemiche anche alla Camera, la soddisfazione di Conte: la crescita sarà più robusta, i cittadini pagheranno meno tasse, anticipazioni sul reddito di cittadinanza.

La Legge di Bilancio termina il suo iter parlamentare, e il Governo esprime soddisfazione per «l’esperienza innovativa» rappresentata dall’alleanza fra Lega e Movimento Cinque Stelle. L’occasione è la tradizionale conferenza di fine anno del premier, Giuseppe Conte, che probabilmente per la prima volta avviene senza che sia stata approvata la Legge di Bilancio. La Camera ha approvato con voto di fiducia con 327 sì, e 228 no, dopo un iter travagliato che, anche nell’ultimo passaggio a Montecitorio è stato al centro di vivaci polemiche (come già successo in Senato).

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Il punto è sempre lo stesso: il negoziato con l’Europa ha di fatto dimezzato il passaggio parlamentare della manovra 2019, rendendo del tutto inutile il passaggio in Senato, che non ha discusso la legge, nei giorni in cui l’esecutivo metteva a punto il maxiemendamento frutto dell’accordo con Bruxelles), approvando alla fine con fiducia un testo non esaminato.

In ogni caso, la manovra non è stata scritta a Bruxelles, insiste Conte: «non ho mai consentito che mettessero in discussione i punti qualificanti», e «devo dare atto loro che non hanno mai cercato di valutare nel merito tali punti». In generale, il negoziato con la commissione UE ha riguardato i saldi finali, «un problema di sistema ma mai di impostazione delle misure». Entrando poi nel merito, il presidente del Consiglio innanzitutto esprime fiducia per una crescita che sarà alla fine più robusta del previsto 1% (rivisto al ribasso in manovra 2019): «abbiamo dovuto rivedere la crescita all’1% perché ci siamo accodati» agli organismi internazionali, ma ciò non significa che siamo rassegnati a una crescita bassa». L’aumento della pressione fiscale (0,4 punti in più nel 2019 secondo i calcoli dell’ufficio parlamentare di Bilancio)? «Non significa che l’andamento sia riconducibile a un aumento di tasse dei cittadini», puntualizza il premier, rivendicando lo spirito redistributivo della Legge di Bilancio («non bisogna vedere solo i saldi finali, bisogna vedere chi abbiamo tassato»).

C’è spazio anche per un’anticipazione sul reddito di cittadinanza: l’ultimo progetto che ho visionato, spiega, «prevede la possibilità di agevolare direttamente le imprese che assumeranno i beneficiari». Si tratta del meccanismo in base al quale l’impresa che assume un titolare di reddito di cittadinanza riceve per qualche mensilità una somma analoga a quella del trattamento sottoforma di agevolazione fiscale. Il reddito d cittadinanza, come la quota 100, saranno inseriti in provvedimenti appositi da approvare in gennaio.