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Manovra 2019, le ultime fasi di approvazione

di Redazione PMI.it

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Testo alla Camera in terza lettura, voto finale previsto il 29 dicembre, in gennaio i decreti su reddito di cittadinanza e riforma pensioni: verso l'approvazione della manovra 2019.

La manovra 2019, approvata dal Senato, prosegue il suo iter parlamentare con l’ultimo passaggio a Montecitorio. Oggi, giovedì 27 dicembre, all’esame della commissione Bilancio, domani, venerdì 28 dicembre, in aula alla Camera. L’approvazione definitiva è attesa nella giornata di sabato, 29 dicembre. Un calendario inedito, in genere la legge di Bilancio viene approvata prima della pausa natalizia, ma la lunga trattativa con la commissione Ue per evitare la procedura d’infrazione ha determinato lo slittamento dei tempi. Ormai comunque è questione di ora, il via libera avverrà con ogni probabilità attraverso voto di fiducia anche alla Camera. Certo, i temi sono strettissimi: la legge di Bilancio deve necessariamente essere approvata entro il 31 dicembre, in caso contraria scatterebbe l’esercizio provvisorio.

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Dunque, i prossimi giorni vedranno l’approvazione definitiva in parlamento della prima manovra targata Lega-Cinque Stelle. Caratterizzata non solo da un iter di approvazione particolarmente lungo e frastagliato (il Senato, in pratica, non ha esaminato la norma), ma anche dal fatto che il testo non contiene i due provvedimenti simbolo delle politiche economiche del Governo, ovvero reddito di cittadinanza e riforma pensioni.

In entrambi i casi, sono attesi appositi decreti nelle prime settimane di gennaio. In manovra 2019 ci sono le risorse, 7,1 miliardi per il reddito di cittadinanza e 4,7 miliardi per la quota 100, ma le leggi saranno poi definite successivamente. In realtà, nella legge di Bilancio ci sono alcune misure relative alle pensioni: contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, rivalutazione parziale sopra le tre volte il minimo, flat tax al 7% per pensionati stranieri che si stabiliscono nel Sud Italia. Nel decreto atteso per fine anno confluiranno invece la quota 100 (con 62 anni di età e 38 anni di contributi), l’eventuale proroga dell’Opzione Donna e dell’APE sociale.

Per quanto riguarda infine il reddito di cittadinanza, anch’esso da inserire in apposito provvedimento previsto nel prossimo mese di gennaio, in base alle anticipazioni i tecnici lavorano a ipotesi che colleghino il più possibile la misura al mondo del lavoro, prevedendo meccanismi di collegamento fra la percezione del sussidio e un progetto di reinserimento, e agevolazioni alle imprese che assumono disoccuppati percettori del reddito di cittadinanza.