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Studi di settore, scadenze e sanzioni

di Noemi Ricci

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Scadenza 30 settembre per l'invio degli studi di settore, per la mancata presentazione la manovra finanziaria (d.l. 98/2011) legittima l'ufficio a procedere con l'accertamento induttivo puro e impone sanzione massima.

Giro di vite sugli studi di settore, che devono essere trasmessi entro fine mese, pena pesanti sanzioni pecuniarie. Lo ha previsto la recente manovra finanziaria (d.l. 98/2011), innalzando anche il rischio di accertamento induttivo.

La scadenza per la presentazione degli studi di settore è fissata al 30 settembre.

Il nuovo sistema sanzionatorio valido da subito per chi non adempie a tale impegno, volutamente o meno, è stato rivisto nella manovra finanziaria di luglio imponendo ai soggetti obbligati a presentare il modello massima attenzione.

Agli studi di settore saranno chiamati dal 2012, lo ricordiamo, anche gli ex-minimi, ossia coloro che a causa delle disposizione contenute nella manovra finanziaria non potranno più beneficiare del regime dei minimi.

In caso di omessa presentazione del modello per gli studi di settore, la legge impone l’applicazione della sanzione massima di 2.065 euro (art. 8, comma 1 del D.lgs. n. 471/1997). Questo vale per tutte le violazioni commesse a partire dalla data di entrata in vigore del d.l. 98/2011 (6 luglio 2011).

Novità anche sul fronte degli accertamenti indiziari. La manovra finanziaria legittima l’ufficio a procedere con accertamento induttivo puro (art. 39, comma 2, lett. d)-ter del DPR n. 600/1973) per la mancata o infedele indicazione dei dati relativi agli studi di settore.

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