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Manovra finanziaria: Studi di settore per ex-minimi

di Noemi Ricci

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Regime dei minimi e Manovra finanziaria 2011: gli ex minimi non saranno più esenti dagli Studi di settore, in contraddizione con la permanenza dei contribuenti in stato di marginalità economica.

Tra le più pesanti novità introdotte con la manovra finanziaria in tema di regimi fiscali agevolati, spicca la riforma del “regime dei minimi” (Legge 244/2007, art.1, commi da 96 a 117): il testo della manovra finanziaria ha ridotto drasticamente il numero di soggetti beneficiari rendendo per loro inapplicabili gli Studi di settore.

In pratica, con i nuovi regimi forfettari in vigore dall’1 gennaio 2012, gli ex minimi diverranno contribuenti marginali, per i quali le variabili di Gerico non saranno più in grado di misurare correttamente le attività economiche.

Gli ex minimi e i nuovi imprenditori che non possiedono i requisiti per rientrare tra i nuovi minimi, però, per la legge non saranno più esenti dagli Studi di settore, come avveniva precedentemente. Ma poiché la loro marginalità economica continua a permanere – e visto che gli Studi di settore non sono in grado di cogliere le situazioni non normali di svolgimento dell’attività di tali soggetti – per molti questa situazione potrebbe costituire una “svista del legislatore“.

Non solo: anche se si riuscissero ad applicare gli Studi di settore, come deciso dalla manovra finanziaria, si arriverebbe ad un assurdo, perché questo renderebbe possibile l’adeguamento dei ricavi o compensi dichiarati con quelli stimati, portando automaticamente alla fuoriuscita dal nuovo regime! A causa dell’adeguamento a Gerico, questa situazione si verificherebbe ogni qualvolta si superi il limite dei 30mila euro.

Una soluzione potrebbe essere quella di fare in modo che i maggiori ricavi o compensi indicati a seguito di adeguamento allo studio di settore non abbiano effetti sulla permanenza o meno nel regime.

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