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La Riforma fiscale di Tremonti

di Anna Fabi

15 Giugno 2011 17:00

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Tre aliquote IRPEF, cinque imposte, nessun regime fiscale agevolato e tagli a esenzioni, detrazioni e deduzioni.

Riforma fiscale in ottica di semplificazione tributaria: cinque imposte e tre aliquote (le più basse possibili) per tutti. Questa la ricetta del ministro Tremonti, che mira a far sì che base imponibile sia ampia e senza regimi agevolati, “calmierata” dalle minori aliquote contenute.

Oggi le aliquote fiscali sono cinque (dal 23% fino al 43% on scaglioni intermedi). Le tre aliquote IRPEF al vaglio del ministero sarebbero: 23% fino ai 26mila euro, 33% fino a 33.500 euro, 39% fino ai 100mila euro (+4% per redditi oltre i 100mila euro).

Per finanziare la riforma servono circa 20 miliardi di euro. In termini numerici, basterebbe tagliare il 20% delle agevolazioni fiscali esistenti (160 miliardi l’anno): esenzioni, detrazioni, deduzioni e sconti fiscali.

Ma siamo ancora nel campo delle speculazioni. Non di meno, le posizioni di Tremonti al momento trovano l’appoggio informale di Confindustria: Emma Marcegaglia ha dichiarato di trovare “interessanti” le idee del ministro e di essere aperta al dialogo. Anche Confartigianato, Cisl e Uil sembrano pronti al dibattito.

Per la prima volta Tremonti lo ha ammesso: la crisi è tutt’altro che conclusa. E «tutti i fattori che l’hanno causata sono ancora in atto e questo aumenta i rischi di incertezza e instabilità». Parole che rivelano l’intenzione di procedere con cautela e che indicano un sottile disaccordo con le posizioni della maggioranza, che vorrebbe invece una riforma rapida.

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