Regime dei Minimi 2015: come certificare i ricavi

di Francesca Vinciarelli

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La Riforma del Regime dei Minimi nella Legge di Stabilità 2015 prevede molte novità: ecco cosa cambia per la certificazione dei ricavi.

La Riforma del Regime dei Minimi prevista dalla Legge di Stabilità 2015 (articolo 9, commi 23-31) introduce semplificazioni sul fronte contributivo solo per imprenditori, artigiani e commercianti (sono esclusi i professionisti), ed altre novità per tutte le Partite IVA che vi aderiscono in termini di aliquota forfettaria al 15%, calcolo imponibile con sistema di coefficienti e abolizione di limiti temporali o di età per la permanenza nel Regime dei Minimi con tassazione semplificata,  nonché alcune agevolazioni contributive e semplificazioni contabili.

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Certificazione dei ricavi

Tra gli adempimenti ai fini IVA ai quali sono comunque obbligati anche i soggetti forfettari trova spazio, oltre alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto, c’è anche la certificazione dei corrispettivi (e conservazione della relativa documentazione): in generale è obbligatoria l’emissione della fattura; per i soggetti esonerati è necessario il rilascio di scontrino o ricevuta fiscale secondo le regole ordinarie. In caso di emissione della fattura, su di essa andrà inserita, al posto dell’imposta, l’indicazione che si tratta di una “Operazione in franchigia da IVA” e la normativa nazionale o comunitaria.

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Soggetti esonerati

Sono esonerati dall’emissione dei documenti di certificazione dei corrispettivi alcune categorie di soggetti esercenti indicate nel Dpr 696/1996, articolo 2. I soggetti esonerati dall’emissione della certificazione dei ricavi mediante scontrino o ricevuta fiscale dovranno annotare i corrispettivi entro il giorno non festivo successivo in un apposito registro cronologico, secondo quanto previsto dal Dpr 633/1972, articolo 24. Tale registro costituirà quindi l’unico documento con il quale poter monitorare il superamento del limite di ricavi per la permanenza nel nuovo Regime dei Minimi.