IMU su beni strumentali, fabbricati rurali e terreni agricoli

di Francesca Vinciarelli

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L'imposta IMU affossa le imprese italiane, soprattutto quelle agricole: la denuncia della Cia (Confederazione italiana agricoltori).

Continuano le conferme sul peso dell’IMU sulle imprese italiane: il nuovo allarme arriva dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori). L’IMU aiuta il Governo a fare cassa ma per le imprese, soprattutto agricole, è un salasso.

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Un macigno, quello rappresentato dall’IMU su beni strumentali, fabbricati rurali e terreni agricoli, che va ad aggiungersi alla crisi economica e al conseguente taglio del PIL (-2,5% nel 2012), per non parlare della disoccupazione a livelli record aggravata dalla chiusura di migliaia di aziende solo nel settore agricolo.

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Fortemente preoccupato il presidente della Cia, Giuseppe Politi, per un quadro che promette solo peggioramenti.

«In varie occasioni abbiamo sostenuto che la linea di rigore in questo particolare frangente è opportuna. Questo, però, non vuole dire che le politiche vanno basate unicamente sui tagli e sull’inasprimento fiscale per imprese e famiglie. L’IMU si sta dimostrando un’imposizione gravosa e in moltissimi casi ingiusta. Un esempio su tutti: la tassazione di beni strumentali, quindi indispensabili per il lavoro, come i fabbricati rurali e i terreni agricoli», ha dichiarato il presidente della Cia.

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«C’è l’urgenza di mettere in moto politiche nuove che, pur rispettando il rigore nei conti pubblici come richiesto dall’Ue, consentano al mondo imprenditoriale, compresa l’agricoltura, di riprendere a produrre, a creare occasioni di lavoro, a rilanciare la competitività sui mercati», ha concluso Politi.