IMU: ultimo giorno, 4 aziende su 10 non pagheranno

di Francesca Vinciarelli

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Scadenza IMU: il 40% delle aziende non pagherà l'acconto dell'imposta per difficoltà economiche o perché contrarie alla nuova imposta, che tra l’altro riduce la propensione agli investimenti sugli immobili.

IMU: fine dei giochi per il pagamento della prima rata di acconto, in scadenza il 18 giugno. La nuova tassa sugli immobili non ha trovato tutti pronti a rispettare l’obbligo nei tempi giusti, vista la sua complessità di calcolo.

Unimpresa sottolinea che, chi non rispetterà le scadenze (il 40% delle imprese), risulta in difficoltà economica e non in grado di sostenere l’aumento degli importi rispetto alla vecchia ICI.

Di conseguenza «a rischio una fetta rilevante di gettito per Stato e Comuni: da 2 a 8 miliardi di euro».

E secondo un sondaggio svolto presso 900 CAF, il 25% dei proprietari non intende pagare l’IMU, mentre il 15% attenderà dicembre per capire meglio la situazione ed eventualmente saldare l’intera imposta 2012.

Vista la sua onerosità economica,  famiglie e imprese sono rimaste paralizzate, cominciando a valutare l’ipotesi di (s)vendere le proprietà meno produttive pur di non essere costrette a pagare tasse così elevate; peccato che il mercato sia stagnante a causa della crisi sempre più tangibile.

L’IMU, sia chiaro, non ha di certo contribuito a rilanciare gli investimenti sugli immobili, già in flessione a causa della crisi economica.

Secondo lo studio Abi-Censis, l’Italia si sta muovendo verso una razionalizzazione del patrimonio immobiliare, che passa tra l’altro anche per un frazionamento delle abitazioni più grandi per venire incontro al restringimento delle famiglie.

L’IMU ha reso meno appetibile uno degli investimenti storici per gli Italiani, ovvero il mattone. Solo il 17,3% degli intervistati è ancora convinto che i risparmi andrebbero investiti in un immobile, mentre il 36,6% crede sia meglio attendere tempi migliori.

Il dato è in forte controtendenza rispetto allo scorso anno, quando il 33,5% avrebbe investito in immobili e solo il 25,5% che tendeva a mantenere il denaro in liquidità.

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