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Redditometro e ISEE: salvi pensionati e dipendenti, di mira i furbi del Welfare

di Barbara Weisz

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L'Agenzia delle Entrate rassicura: il Redditometro non controlla i pensionati ma i finti poveri e opererà di pari passo con il nuovo sistema ISEE per le prestazioni sociali: in arrivo requisiti più stringenti e controlli incrociati con l'INPS.

Dipendenti e pensionati non devono temere il nuovo Redditometro – come conferma l’Agenzia delle Entrate escludendoli dai controlli e confermando la franchigia da 12mila euro annui – mentre una nuova scure si sta per abbattere sui “furbi del Welfare” che usufruiscono di prestazioni non spettanti.

Diventano infatti più stringenti i criteri ISEE (indicatore della situazione economica prevalente) e se ne incrociano i controlli con quelli del Redditometro:

=>Scopri la Riforma del Welfare con il nuovo ISEE 2013

La nuova ISEE approda il 24 gennaio sul tavolo della Conferenza unificata Governo-Regioni-Comuni per l’approvazione.

Redditometro

Nuovi ISEE e Redditometro mirano a individuare i finti poveri e non ha far piovere sul bagnato. Una nota dell’Agenzia delle Entrate assicura che: «i pensionati, titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal nuovo redditometro che è uno strumento che verrà utilizzato per individuare i finti poveri e, quindi, l’evasione ‘spudorata’, ossia quella ritenuta maggiormente deplorevole dal comune sentire».

=> Vai allo speciale sul Redditometro 2013

L’Agenzia ribadisce: scostamenti inferiori ai 12mila euro l’anno non verranno presi in considerazione (leggi i dettagli sulla franchigia). Dunque, niente timori eccessivi: neppure elevate spese mediche faranno accendere la spia rossa per un reddito da pensione, perché il Fisco intende perseguire solo i contribuenti che, «pur evidenziando un’elevata capacità di spesa, dichiarano redditi esigui, usufruendo così di agevolazioni dello Stato sociale negate ad altri che magari hanno un tenore di vita più modesto».

Nel 2013 sono previsti solo 35mila controlli ed «è ovvio – si legge nella circolare – che l’azione sarà efficace se diretta a individuare casi eclatanti e non leggeri scostamenti tra reddito dichiarato e quello speso».

=> Ecco i 35mila controlli da Redditometro in arrivo

ISEE

Pensionati e contribuenti onesti non hanno nulla da temere, mentre si accendono i riflettori, sui finti poveri che usufruiscono di prestazioni sociali poiché è possibile effettuare un controllo soltanto sul 43% delle dichiarazioni sostitutive uniche, ossia le autocertificazioni che servono ad accedere a prestazioni o servizi pubblici in base all’ISEE.

I contribuenti che ne approfittano sono troppi: sugli oltre 680mila cittadini che fino a maggio 2012 hanno ottenuto la social card, circa 54mila non ne avrebbero avuto diritto (10mila le sospensioni effettuate).

Come cambia l’ISEE 2.0?
Applicando nuovi criteri per individuare il nucleo familiare e inserendo nuove voci nel reddito familiare (redditi soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta d’acconto, redditi fondiari non affittati, proventi da attività agricola, assegni per il mantenimento dei figli, redditi finanziari).

Per quanto riguarda  gli investimenti mobiliari, si calcolano conti correnti bancari e postali, titoli di stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi, azioni e quote di fondi d’investimento, partecipazioni in Italia e all’estero.

=> Confronta con il modo in cui il Redditometro valuta risparmi e investimenti

Per gli investimenti immobiliari vale invece il valore IMU, a cui si sottrae il mutuo residuo. Per la prima casa  il valore dell’immobile, al netto del mutuo, è considerato pari a due terzi (leggi come pesa l’IMU sull’ISEE)

Restano sconti e franchigie, con alcune rimodulazioni: il 20% sui redditi da lavoro dipendente , con tetto a 3mila euro (mille per i pensionati), il canone d’affitto fino a 7mila euro, 5mila euro per chi vive nella casa di proprietà, gli investimenti fino a 10mila euro, le spese sanitarie per disabili fino a 5mila euro.

ISEE e Redditometro

Un’altra novità riguarda la maggiori collaborazione fra Inps e Fisco: l’ente che riceve la dichiarazione sostitutiva unica dal contribuente entro quattro giorni la invia all’Inps, al quale le Entrate inviano anche le informazioni reddituali o patrimoniali, non incluse nella autodichiarazione ma presenti nell‘anagrafe tributaria.

Il Fisco comunica all’Inps anche eventuali difformità riscontrate sulla base di controlli automatici. In pratica, Inps e Agenzia delle Entrate si scambieranno informazioni precise, in aggiunta a quelle fornite dal contribuente, e in tempi molto rapidi (nel giro di pochi giorni). Risultato: sarà più difficile ottenere prestazioni agevolate senza averne diritto.