Temporary Manager per PMI: opportunità e consigli

di Redazione PMI.it

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Soluzioni offerte dai Temporary Manager alle imprese di ogni dimensione: intervista a TM Giovanni Bonini ed esempi di finanza locale in materia.

Tra le figure più di moda, almeno in questi ultimi anni, c’è il cosiddetto “Manager a contratto”, spesso ingaggiato per riorganizzare un’Azienda o una Business Unit. Per saperne e capirne di più, abbiamo intervistato Giovanni Bonini, contributor storico di PMI.it, autore, consulente e Temporary Manager.

Senza competenze non si cresce e non si va in alcun posto. Le persone, con le loro Skills e il conseguente gioco di squadra, sono la vera chiave per raggiungere un successo duraturo nel tempo.

Le competenze tecniche e trasversali, figlie della conoscenza (cioè dello studio) e dell’esperienza sul campo, non possono essere portate in dote da neolaureati e/o stagisti: per quanto possano essere preparati, non sono al fronte e non hanno combattuto grandi battaglie.

“Del resto, molte PMI non possono permettersi di avere stabilmente in organico uno o più dirigenti senior. A risolvere questo e tanti altri problemi ci pensa il Temporary Manager, ingaggiato (con la giusta investitura e un’adeguata sponsorship) per portare a regime l’azienda. Non a caso, a volte si parla di Transition Manager: un vero e proprio traghettatore, che conduce l’azienda dallo stato A allo stato B (con B > A)”.

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“Nel caso delle aziende più piccole, per non gravare sul bilancio aziendale, la libera professione, magari abbinata ad alcuni interventi da remoto, assicura la massima flessibilità e può rappresentare la soluzione ottimale per le PMI attente ai costi”.

Per supportare economicamente le imprese su questo fronte spesso interviene la finanza pubblica locale. Ad esempio, in Veneto è partito un apposito bando regionale  “Sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese”.  Nel bando è espressamente indicata “l’innovazione organizzativa mediante gestione temporanea d’impresa (Temporary Management – TM)”.

Quale potrebbe essere la durata di un tipico intervento? Sempre secondo Bonini non ci sono veri e propri tempi standard:

Tutto dipende dalla soluzione richiesta. Il Temporary Manager non offre prodotti o servizi, bensì soluzioni, come un sarto che prepara un abito su misura.

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“Così com’è difficile, se non impossibile, fare una prognosi senza una diagnosi, così occorre un breve checkup aziendale, prima di definire l’eventuale intervento in termini di durata ed effort. Si può andare da pochi giorni ad alcuni mesi in base alla riorganizzazione richiesta e alla maggiore o minore invasività della soluzione. Per esempio, il Transition Project affidatomi presso il centro per le operazioni spaziali dell’Agenzia spaziale europea (ESA) ha richiesto circa cinque mesi con impegno full time. In quel caso la complessità era elevata”.

In genere, i servizi di Temporary Management sono offerti da società di consulenza che “comprano e rivendono” Manager, selezionati in base alle necessità dei clienti (Body Rental). Non si tratta di personale stabilmente in seno alle società di consulenza bensì di autonomi e/o liberi professionisti reclutati a fronte di una specifica esigenza.

Per una piccola realtà, soprattutto se c’è una forte attenzione ai costi, sembrerebbe più conveniente rivolgersi direttamente a un libero professionista che presta la sua opera proprio come Temporary Manager. In questo modo si risparmia la fetta trattenuta dagli intermediari, portando a casa interventi di maggior qualità a un prezzo ben più abbordabile.

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