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Pensioni in Italia: uomini e donne a confronto

di Noemi Ricci

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Le differenze di genere si avvertono anche a livello di pensioni: l'analisi delle differenze uomo-donna risultante dai dati ISTAT.

Anche le pensioni in Italia riflettono il gap tra gli stipendi, confermando il divario uomo-donna. Gli assegni pensionistici risultano più leggeri per le donne, stando alle rilevazioni ISTAT (leggi il Rapporto 2012). Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati, a cui va però solo il 43,9% del totale erogato. Questo comporta che gli assegni femminili siano in media inferiori del 65,6% a quelli maschili: l’importo medio annuo è stato di 8.732 euro per le donne, mentre per gli uomini di 14.460 (donne e pensioni: ecco i conti).Oltre la metà delle donne (53,4%) percepisce meno di mille euro, contro il 33,6% degli uomini; il 57% prende fino a 500 euro mensili (contro il 33% della controparte) ed il 33% da 500 a meno di 1.000 euro contro il 23% delle pensioni maschili (leggi di più sulle pensioni). La differenza di genere si avverte anche tra i dipendenti pubblici: la media per le donne è di 1.611 euro mensili contro i 2.212 euro per gli uomini. Tra i 900mila che ricevono pensioni oltre i 3mila euro al mese, il grosso sono uomini (657mila contro 204mila). Le pensioni di anzianità vanno per l’81% ad uomini, con un importo medio mensile di 1.610 euro. Alle donne vanno invece per lo più le pensioni di vecchiaia (63%) con una media mensile di 578 euro e le pensioni ai superstiti (88%) con una media di 589 euro mensili. Dal 2001 al 2011 la differenza degli importi medi delle pensioni tra uomini e donne è cresciuta del 4,5%, mentre i redditi pensionistici del 1,7%. Fonte: Rapporto ISTAT