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Manovra bis: via ai licenziamenti facili

di Redazione PMI.it

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L'emendamento all'articolo 8 della manovra finanziaria bis cancella i diritti dei lavoratori in caso di licenziamento: i contratti aziendali potranno aggirare l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, con sindacati concordi. La denuncia della CGIL,

Licenziamenti facili in vista per i lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti: la commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento Azzollini all’articolo 8 della manovra finanziaria bis, in base al quale anche i piccoli sindacati territoriali potranno siglare accordi con le aziende – «a condizione di essere sottoscritti sulla base di un criterio maggioritario relativo alle presenze sindacali» – spianando loro la strada per i licenziamenti senza giusta causa, oltre che su altre questioni legate a: «mansioni del lavoratore, contratti a termine, orario di lavoro, modalità di assunzione, conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro».

Non ci sta la GCIL, che denuncia la volontà di Governo di fare a pezzi il CCNL e lo Statuto dei lavoratori con questa manovra finanziaria bis, «e non solo l’articolo 18, in violazione dell’articolo 39 della Costituzione e di tutti i principi di uguaglianza sul lavoro che la Costituzione stessa richiama.

Susanna Camusso punta il dito contro l’incostituzionalità dell’emendamento e dell’articolo 8 della manovra finanziaria, il quale nega «il principio di rappresentatività, che non può essere dato dall’iscrizione al sindacato e dal voto dei lavoratori».

Confermando lo sciopero generale del 6 settembre 2011, la GCIL denuncia anche lo scollamento dell’articolo 8, compreso il nuovo emendamento, da quello che era l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 raggiunto con Confindustria sulla contrattazione e sulla rappresentanza sindacale, «che aveva come cardini il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro e la misura della rappresentatività connessa al voto dei lavoratori».

Getta acqua sul fuoco Raffaele Bonanni (CISL): «È positivo che la nuova formulazione dica che solo i sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale e territoriale, legittimati attraverso le leggi e gli accordi interconfederali, possano siglare intese a livello aziendale».

Di fatto, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, nel nuovo emendamento vede «utilissimi elementi per la più certa interpretazione delle rilevanti novità previste dalla manovra relativamente alla capacita dei contratti aziendali e territoriali». Accogliendo la richiesta di CISL e UIL sulla indicazione univoca dei soggetti abilitati a sottoscrivere gli accordi con le aziende, il ministro ha dichiarato che «i soggetti abilitati a firmarli sono quelli comparativamente più rappresentativi e le loro RSA o RSU secondo quanto dispongono leggi e accordi interconfederali, compreso quello recente del giugno».

Dopo l’approvazione dei nuovi emendamenti alla manovra finanziaria bis in Commissione Bilancio, la palla passa al Senato, che dovrebbe approvare il decreto entro il fine settimana così da farlo approdare alla Camera entro prossima settimana.

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