Lavoro, ricollocazione: il Fondo Politiche Attive

di Barbara Weisz

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Entro il 28 febbraio le Regioni inviano domanda al ministero per i fondi politiche attive a favore della ricollocazione di lavoratori disoccupati: 15 milioni da ripartire.

Ricollocazione, orientamento, percorsi formativi: sono diverse le iniziative a favore di lavoratori disoccupati finanziabili attraverso il Fondo per le Politiche Attive per il lavoro (FPA), per il quale fino al prossimo 28 febbraio 2015 sono aperti i termini per le richieste delle Regioni in relazione alle risorse stanziate per il 2014. Sul piatto, ci sono 15 milioni di euro. A fissare le regole per la presentazione delle domande da parte degli enti pubblici, che poi erogheranno i relativi servizi al mondo del lavoro, è la nota Nota circolare prot. n. 39/0000871 del 15 gennaio 2015, in attuazione del decreto ministeriale dello scorso 14 dicembre 2014. In pratica, per la fruizione dei 15 milioni disponibili bisogna presentare domanda entro il prossimo 28 febbraio, poi ci sono altri 20 milioni per il 2015 e altrettanti per il 2016, che verranno ripartiti, sempre in base alle domande delle Regioni, con cadenza trimestrale.

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La domanda va presentata inviando l’apposito modello allegato alla circolare del ministero, e pubblicato sul sito, esclusivamente via PEC (posta elettronica certificata), all’indirizzo politicheattive@mailcert.lavoro.gov.it. Deve contenere:

  • piano da finanziare e stima dei costi di ciascuna azione: sezioni E, F, del modulo;
  • destinatari delle azioni proposte: sezione C del modulo;
  • settori produttivi interessati: sezione B;
  • data di avvio e conclusione piano di intervento e cronoprogramma: sezione E;
  • ufficio responsabile di gestione e controllo finanziario: sezioni A, H.

Il Fondo, in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera c, del Dlgs 181/2000, finanzia le seguenti azioni:

  • sperimentazione contratto di ricollocazione;
  • percorsi di orientamento formativo;
  • percorsi formativi professionalizzanti, di aggiornamento e specializzazione, di potenziamento competenze chiave, di alta formazione;
  • percorsi formativi per la ricerca di lavoro e l’autoimprenditorialità;
  • tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro;
  • interventi di aiuto ad attività professionali autonome, creazione d’impresa, rilevamento di imprese da parte dei lavoratori, attività di cooperazione;
  • incentivi all’assunzione e incentivi per la mobilità territoriale dei lavoratori.

Ricevute le domande, la Direzione generale per le Politiche Attive del ministero del Lavoro procederà alla ripartizione dei contributi. Le Regioni sono tenute al monitoraggio costante della situazione, inviando report con cadenza semestrale sulle attività svolte. (Fonte: decreto e nota circolare del Ministero del Lavoro)

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