Co.Co.Pro: addio dal 2015 alle collaborazioni a progetto

di Francesca Vinciarelli

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Il Jobs Act impone il riordino dei contratti ed il superamento delle collaborazioni a progetto coordinate e continuative: i dettagli.

La Riforma Lavoro è legge, dopo l’approvazione definitiva del Senato. Tra le novità del Jobs Act, oltre ad articolo 18 e licenziamenti, ammortizzatori sociali, incentivi e politiche attive, ci sono anche quelle in tema di contratti: in sintesi la direzione delineata sembra essere quella del superamento delle collaborazioni coordinate e continuative. Uno degli obiettivi del Jobs Act è proprio quello di far diventare il contratto a tempo indeterminato diventi la “forma comune” di contratto, rendendolo la forma contrattuale economicamente più conveniente per le aziende, anche mediante misure di decontribuzione per le assunzioni stabili del 2015.

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In parallelo si prevede una stretta sulle collaborazioni coordinate e continuative che, per diventare definitiva, necessiterà di appositi decreti delegati. Nel testo del Jobs Act sono numerosi i riferimenti al superamento dei CoCoPro e l’art. 1, comma 7 dispone un riordino dei contratti di lavoro per renderli più coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo, attraverso l’adozione da parte del Governo di appositi decreti legislativi da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge delega.

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Uno di questi decreti dovrà contenere un testo organico semplificato delle discipline sulle tipologie contrattuali e di rapporti di lavoro. I principi ai quali dovrà ispirarsi tale attività di riordino sono quelli di individuare e analizzare tutte le forme contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e internazionale, in funzione di interventi di semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali.

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Il testo del Jobs Act fa riferimento al superamento dei collaboratori continuativi anche nel punto in cui parla della possibilità si introdurre il compenso orario minimo, applicabile a tali rapporti di collaborazione fino al loro superamento. Stessa precisazione nel comma 2, lett. b), punto 3) dell’articolo 1, dove si prevede l’universalizzazione dell’ASpI con estensione a tali lavoratori, sempre fino al superamento del relativo contratto.