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Google: siti gratuiti per le Pmi, ma AssoProvider non ci sta

di Tullio Matteo Fanti

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AssoProvider punta il dito contro Google e il lancio (presunto) anche in Italia di una nuova iniziativa pensata per regalare servizi web alle Pmi: iniziativa lodevole o la morte delle web agency italiane?

AssoProvider lancia un allarme nei confronti del nuovo servizio che ci si attende sarà annunciato da Google il 5 maggio nel corso di una conferenza stampa e che riguarderà le Pmi italiane. A risentirne sarà soprattutto la neonata industria italiana delle web agency. Nonostante la notizia non sia ancora ufficiale, il comunicato diramato dall’Associazione cita quanto segue: «Assoprovider è venuta a conoscenza della concreta possibilità che Google si “allei” anche in Italia con alcune mega-aziende italiane leader nei rispettivi settori per regalare siti web completi di logistica, e-commerce e quant’altro alle piccole imprese italiane».

Si tratterebbe di un servizio già disponibile per le aziende inglesi, che grazie all’operazione Getting British Business Online (GBBO) – nata in partnership con Google e British Telecom – possono avere un dominio internet, un sito web personalizzato basato su modelli, promozione e visibilità online, il tutto senza spesa alcuna.

Se l’iniziativa è lodevole e a tutto vantaggio delle aziende più piccole, secondo l’associazione nasconderebbe però non pochi lati oscuri.

AssoProvider punta infatti il dito contro Google e la sua posizione dominante nel mercato dell’indicizzazione e della visibilità: chi meglio di Google potrebbe correttamente indicizzare un sito, specie se fatto da un consorzio guidato da Google stessa?

Una iniziativa che distruggerebbe quindi la professionalità dei web designer e comunicatori professionisti, appiattendo il mercato in termini qualitativi: «specie in tempi di crisi non crediamo ci sia bisogno di iniziative da centralismo sovietico. Ci interessa molto difendere le figure coinvolte, non solo come difesa della qualità e professionalità di una intera categoria di web designer, ma anche per un evidente problema di qualità del prodotto offerto alla piccola impresa italiana», spiega AssoProvider.

Ed è proprio la qualità del prodotto, la sua unicità (specialmente nel Paese del “Made in Italy”) ad essere in pericolo: «la creatività italiana oggi al servizio delle web agency rischia di essere disintegrata dalla presenza di un prodotto gratuito e scadente, con la conseguente perdita di moltissimi posti di lavoro e di professionalità».

AssoProvider non usa mezzi termini e definisce Google un «monopolista arrogante» che impone con la sua forza servizi universali di per sé di natura extraterritoriale e auspica «la nascita ed il successo di nuovi motori di ricerca alternativi a Google, proprio per sostituire un oligopolio con un pluralismo effettivo di offerta; la risposta in Europa potrebbe essere la nascita di un motore di ricerca Europeo in risposta a Google».