Giovani manager, drogati di iPhone

di Tullio Matteo Fanti

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Da Adnkronos Salute giunge l'identikit del giovane manager "drogato" di iPhone e iPad, la cui dimensione fortemente autistica rischia di compromettere seriamente relazioni e performance sul lavoro

L’iPhone di Apple può essere ben più di una semplice passione, qualcosa che sfocia nella mania, diventando una vera e propria dipendenza. Da Adnkronos Salute l’identikit del tipico “drogato” di iPhone (e iPad): giovane, manager tra i 30 e i 40 anni, giacca, cravatta e una ventiquattrore ai piedi, ma soprattutto iPhone in mano, grazie al quale proiettarsi in un mondo fantastico.

Spiega Stefano Pallanti, associato di Psichiatria Università degli Studi di Firenze e direttore scientifico dell’Istituto di neuroscienze: «iPhone e iPad rappresentano ponti per un mondo fantastico, protesi per dar sfogo alla propria fantasia con l’aiuto di una macchina e dunque senza dover costruire questo pianeta immaginario da soli nella propria mente». Difficile quindi non essere “stregati” da queste macchine, che però possono facilmente essere utilizzate per raggiungere un mondo a parte, per isolarsi in una dimensione autistica.

Si tratta di una problematica prevalentemente maschile in quanto le donne, pur essendo affascinate e divertire dalle possibilità offerte da questi apparecchi, sanno più facilmente dire loro basta e premere il tasto “Off”. Questi giovani uomini, perlopiù manager e stregati dai dispositivi Apple, non esitano ad utilizzarli nei posti più disparati e nelle situazioni più improbabili, con gravi conseguenze sul lato delle relazioni e sul piano della produttività. «L’eccesso li porta a chiudersi rispetto alla comunicazione con gli altri, sfruttando ogni momento pur di dedicarsi all’ultima applicazione scaricata o al gioco preferito», spiega Pallanti.

Come riconoscere quindi un dipendente affetto da iPhone-mania? Prima di tutto, bisogna valutare il livello di tolleranza con l’orologio alla mano: ore e ore di immersione tra le varie applicazioni indicano un livello di tolleranza elevato, chiaro segnale di dipendenza. E’ bene inoltre effettuare un test dell’attenzione: se il soggetto sotto esame continua a tenere lo sguardo incollato allo schermo con aria assente anche in presenza di annunci alquanto inattesi, «allora vuol dire che probabilmente ha superato il livello di guardia».