Crisi: Pmi italiane al giro di boa

di Noemi Ricci

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L'Osservatorio congiunturale di Fondazione Impresa Fotografa una generale fiducia per la fine del 2010: le Pmi italiane nei settori artigianato, commercio e servizi si dichiarano al giro di boa nei confronti della crisi

Giro di boa per le piccole imprese italiane italiane che, secondo uno studio condotto da Fondazione Impresa, iniziano a vedere la fine del tunnel della crisi.

L’indagine ha viste coinvolte 1.200 Pmi, alle quali è stato chiesto dove si posizionerebbero se il tunnel della crisi fosse lungo 100 metri: la risposta è stata in media al metro 59.

Dunque si inizia a vedere la fine di questo interminabile momento di difficoltà, ma il percorso per uscirne definitivamente è ancora lungo. A soffrire maggiormente è il settore del Commercio, con le imprese che dichiarano in media di trovarsi al metro 56. Va un po’ meglio per Artigianato, Piccola Impresa e Servizi che si autocollocano al metro 61,3, 60,3 e 59,9 rispettivamente.

Dal punto di vista geografico a soffrire di più, come sempre, è il Sud (55,5 metri) a seguire il Centro (57), quindi il Nord Ovest (61,3) e il Nord-Est (64).

A dare nuovo sprint al 64,9% dei piccoli imprenditori è in primo luogo la ripresa di domanda e ordini: per il 27,7% è la migliore situazione economica generale a far ben sperare per i mesi a venire, mentre solo per il 4,3% l’ottimismo deriva da decisioni istituzionali più incisive.

Su quest’ultimo punto i piccoli imprenditori indicano come priorità, con un punteggio di 8.6 su 10, che il governo delle Regioni lavori per semplificare e rendere più efficiente la macchina pubblica, oltre a sostenere il reddito delle famiglie e l’occupazione (7,9 punti su 10).

Per i prossimi sei mesi sono previsti incrementi della produzione e della domanda del +0,9% ed una crescita del fatturato del 2,1%, dopo un primo semestre 2010 caratterizzato da flessioni inferiori al punto percentuale (-0,8%). Per l’occupazione invece, dopo il -2,3% dei primi sei mesi è prevista una contrazione più contenuta, nell’ordine del -0,6%.