L’informatizzazione della PA esclude le imprese

di Marianna Di Iorio

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Secondo un rapporto di Assinform, la PA acquista beni e servizi ICT al suo interno e si rivolge meno ad imprese esterne

L’informatizzazione nella pubblica amministrazione è cresciuta per quanto riguarda le funzioni interne, ma non ha fornito risultati utili sui servizi alle imprese.

È questo il risultato rilevato dal secondo rapporto Assinform sull’Information & Communication Technology nella Pubblica Amministrazione Locale, presentato ieri a Roma presso la sede del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.

L’indagine riguarda l’uso dell’ICT nella PA nel corso dell’anno 2006 ed ha coinvolto oltre 900 Enti Locali. Dallo studio è emerso che la spesa informatica delle amministrazioni locali è passata dal +3,4% del 2005 al +2,9% del 2006. Un calo che non si riscontra, invece, se si considera l’acquisto di beni e servizi informatici interni, dove il valore è passato dal 4,3% del 2005 al 4,7% del 2006.

Infatti, una quota crescente di domanda è rivolta a società di servizi informatici controllati dagli Enti stessi. A farne le spese sono le imprese informatiche esterne che vedono indirizzare la domanda d’acquisto verso altre fonti.

Secondo Ennio Lucarelli, presidente di AITech-Assinform, «si è arrivati in Italia a fare dell’in house una prassi troppo generalizzata. Per questo siamo pronti ad aderire al tavolo di confronto fra aziende pubbliche e private d’informatica proposto dal Cnel […]». L’obiettivo del tavolo di confronto è quello di riequilibrare il mercato pubblico dell’informatica a favore della concorrenza e dell’innovazione.