Governo: ammortizzatori sociali per le PMI

di Alfredo Polito

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Il ministero del Lavoro studia l'inserimento di nuovi ammortizzatori sociali per favorire la flessibilità e contrastare la precarizzazione. Con un occhio di riguardo alle PMI

Deve essere respinta «l’idea semplicistica che la precarietà sia uno scotto necessario per avere un sistema produttivo dinamico e generare ricchezza. Una buona flessibilità, invece, deve essere governata e resa compatibile con una buona e sana occupazione».

Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, nell’audizione alla Commissione lavoro della Camera dei Deputati, traccia il quadro sulla situazione del precariato.

Il Governo, rende noto, sta lavorando a un nuovo sistema di ammortizzatori sociali che risponda anche alle esigenze delle piccole e medie imprese.

«Bisogna puntare su ammortizzatori sociali universali», afferma. E fa presente che il sistema attuale risale agli anni ’60. Ribadisce che è necessario superarlo perché contraddittorio, perché risponde soprattutto ai bisogni delle grandi aziende.

Il nuovo sistema, spiega il ministro, dovrà andare a tutela dell’anello debole del mercato del lavoro: giovani, donne e over 50. «Il Governo – dice Damiano ai membri della commissione Lavoro – vuole favorire la buona flessibilità nelle imprese e contrastare la precarizzazione del lavoro».

Damiano conferma l’intenzione del Governo di adottare misure di contrasto alla precarietà, e indica la strada: cancellazione delle forme contrattuali più precarizzanti, riesame della regolamentazione del part-time e piena totalizzazione per il ricongiungimento dei periodi contribuitivi.