Unicredit-Confartigianato: crisi, le Pmi reagiscono

di Noemi Ricci

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Unicredit e Confartigianato hanno presentato i risultati della loro ultima indagine congiunta che rivela come le Pmi siano state capaci di reagire alla crisi continuando a pensare con ottimismo al rilancio della propria attività

Qualità, innovazione e internazionalizzazione i punti di forza su cui le Pmi italiane hanno puntato per far fronte alla crisi, senza lasciarsi abbattere e “rimboccandosi le maniche”.

Questo quanto emerge dall’indagineIl rapporto banche-imprese” – condotta dall’Ufficio studi della Divisione Retail di UniCredit in sinergia con l’Ufficio studi di Confartigianato – presentata al convegno “L’impatto della crisi e le imprese artigiane”.

Lo studio rivela che le piccole e medie imprese hanno saputo reagire, in parte appoggiandosi al sostegno delle associazioni di categoria e dei Confidi.

Per quanto riguarda il delicato rapporto banche-imprese, lo studio rivela tra settembre 2008 e settembre 2009 un calo dei finanziamenti alle Pmi artigiane del -3,4, ma anche una certa complessiva stabilità dei prestiti proprio nel periodo più critico.

Diminuiti anche i finanziamenti bancari al settore produttivo, almeno fino allo scorso dicembre: da quel momento, i finanziamenti verso Società semplici, Società di fatto e imprese individuali fino a 5 addetti sono cresciuti dell’+1,9%.

Unicredit ha poi fatto il punto sulle iniziative anti-crisi proposte alle Pmi, come Impresa Italia e SOS Impresa Italia, dedicata alle imprese con potenziale di sopravvivenza ma a rischio chiusura.

Ammontano a 10 miliardi e 600 milioni i finanziamenti erogati nel 2009 dalle banche Retail di UniCredit in favore delle imprese, con un tasso di accettazione delle richieste di credito dell’80% (+76% rispetto al dicembre 2008).

Cresce, infine, l’ottimismo degli imprenditori: l’indice UniCredit sull’ottimismo degli imprenditori per i prossimi 12 mesi arriva a quota 110, contro il 77 dei 12 mesi passati.

Tutto questo, nonostante i numeri neri del 2009: produzione nel secondo semestre in calo tendenziale di -19,4% rispetto al 2008, ordinativi a -18,3%; export a -12,7%; fatturato a -18,4%.

Dal punto di vista occupazionale, nel terzo trimestre 2009 sono andati in perdita lavoro autonomo (-3% e -178mila unità) e dipendente (-1,9% e -330mila unità). Nei primi nove mesi del 2009, nel settore manifatturiero, sono stati persi 108.800 posti di lavoro, ovvero un calo del -2,7%, mentre l’artigianato ha perso 38.500 posti di lavoro, ovvero il -5,3%.

Non è più roseo il quadro economico generale, con quasi 110 miliardi di euro di Pil in meno rispetto alle previsioni per il 2009.

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