Codice etico per tutte le imprese d’Italia

di Noemi Ricci

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Mentre Emma Marcegaglia annuncia l'estensione del codice etico a tutte le imprese del territorio e non solo del Mezzogiorno, il Ministro Maroni prevede di renderlo vincolante per le aziende che non aderiscono all'Associazione

Interesserà tutte le aziende d’Italia – e non più solo quelle del Mezzogiorno – il codice etico per le imprese, al quale si sta lavorando con l’obiettivo di contrastare la criminalità organizzata prevedendo l’espulsione da Confindustria delle società che non denunciano il “pizzo”.

A ribadirlo, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al convegno “Il Sud aiuta il Sud” promosso dal comitato Mezzogiorno di Confindustria.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervenuto al convegno, ha sottolineato l’importanza del Protocollo di intesa tra Ministero e Confindustria perchè il codice etico di Confindustria venga esteso e sia vincolante per tutte le imprese e non solo per quelle di Confindustria.

Le minacce agli imprenditori , infatti, non sono un fenomeno meridionale, anzi: anche nel Nord d’Italia, la Mafia cerca di approfittare della crisi del credito delle aziende.

La norma prevede l’obbligo di denuncia nel caso in cui si venga vessati dalla Mafia: pena la sospensione o l’espulsione da Confindustria.

Il codice etico al quale il Viminale sta lavorando sul modello di quello di Confindustria e a cui dovranno attenersi tutte le imprese, dovrebbe essere pronto entro due settimane.

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