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Incentivi Energia: aziende contro Finanziaria

di Alessandro Vinciarelli

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Secondo le associazioni dei produttori di energia pulita le novità della Finanziaria penalizzerebbero la diffusione delle rinnovabili, con un conseguente blocco dell'intero settore

Le energie rinnovabili sono un business emergente ormai largamente promosso e condiviso.
Peccato che il Governo stenti a capirlo: questa l’opinione delle associazioni dei produttori di energia verde, che contestano alcuni passaggi della Finanziaria.

Tra i tanti punti spinosi, la non cumulabilità tra premi Conto Energia e detrazione IRPEF per la realizzazione di impianti fotovoltaici.
Non solo: in un documento sottoscritto dall’associazione nazionale Aper, si contestano anche altre scelte in materia di energia pulita.

In primis l’ICI che riguarda gli impianti fotovoltaici a terra, che inciderebbe per 13mila euro su ogni megawatt.

Inoltre, oggetto del contendere è l’obbligo per gli impianti non programmabili – non in grado di adeguare le proprie attività in funzione di determinati eventi atmosferici – di dotarsi di accumulatori di energia. Tale accorgimento consentirebbe agli impianti di funzionare anche in assenza di luce solare, per i pannelli fotovoltaici, vento e pale eoliche.

Tuttavia l’introduzione di questa direttiva tra i tanti aggiornamenti normativi bloccherebbe l’intero settore, che al contrario potrebbe esprimere proprio in questo periodo tutte le sue potenzialità.

Questi sono, in estrema sintesi, i contenuti del documento sottoscritto dall’associazione nazionale Aper, che contesta tra l’altro anche altre soluzioni messe in campo dalle istituzioni in materia di energia pulita.