CNA Roma: imprenditori laziali sfiduciati

di Teresa Barone

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Per oltre la metà delle PMI laziali la crisi non è finita e il peggio deve ancora arrivare: calano gli investimenti e le richieste dall’estero, comprese le assunzioni.

Crescono i disagi per le imprese laziali, causate dalle difficoltà nell’accesso al credito ma anche al brusco crollo della domanda estera: la conseguenza è il taglio degli investimenti e, inevitabilmente, la riduzione della produttività.

A illustrare la grave situazione economica che colpisce le imprese del Lazio è un’indagine promossa dalla CNA di Roma condotta in collaborazione con il Cer: “Indagine congiunturale sulle piccole imprese del Lazio- Consuntivo I semestre 2012 e Aspettative II semestre 2012”.

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Anche nella seconda parte del 2012 le cifre che hanno caratterizzato la produzione, gli ordini, gli utili e il fatturato delle PMI locali sono pessime.

Stop alle nuove assunzioni

L’aspetto peggiore, tuttavia, è l’opinione diffusa tra gli imprenditori laziali che ritengano la recessione tutt’altro che in dirittura d’arrivo: il 57,8% degli intervistati teme che la crisi non sia finita e che abbia riservato il peggio per i prossimi mesi.

Oltre al blocco degli investimenti le imprese laziali limiteranno anche l’attuazione di programmi in favore dell’occupazione. Tra i settori più in crisi spicca il chimico, plastica e gomma, autoriparatori, impiantisti e servizi. Va meglio, invece, per  Migliori informatica e telecomunicazioni.

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