Sostenibilità: fattore di competitività per le Pmi

di Tullio Matteo Fanti

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Nonostante la crisi, le Pmi sono oggi attive nel realizzare strategie di sostenibilità, considerata fattore di competitivitàe leva di traino per differenziarsi sul mercato

La crisi non sembra fermare l’attenzione verso i temi della sostenibilità – intesa come responsabilità di impresa (CSR) – da parte delle aziende italiane. Sono le Pmi le più attive su questo fronte, elemento strategico e importante fattore di competitività.

Emerge da una ricerca Università Bocconi-DNV su 7mila imprese di tutto il mondo – 2mila le italiane – su aspettative, priorità di imprenditori e management e nuove tendenze sui temi della sostenibilità.

Oltre l’80% delle imprese la considerano parte integrante della strategia aziendale, soprattutto alla luce dell’attuale crisi: l’85% dei manager dichiara di mantenere costanti i livelli di investimento effettuati mentre il 15% è intenzionato ad incrementarli nel tempo.

L’attenzione alla sostenibilità non appare più patrimonio esclusivo delle grandi imprese: sono infatti proprio gli operatori delle micro, piccole e medie imprese a dichiarare un livello di conoscenza di questi temi comparabile a quello delle “sorelle maggiori”.

Le Pmi appaiono nel complesso più competitive se attente alla sostenibilità: il 41% del campione ne riconosce infatti i benefici mentre solo il 12% dichiara di non aver riscontrato alcun vantaggio significativo.

Emergono inoltre interessanti peculiarità del tessuto imprenditoriale italiano rispetto allo scenario globale, ovvero una maggiore diffidenza dei manager italiani sul reale interesse dell’opinione pubblica nei confronti di questi temi.

Il 43% degli intervistati italiani ritiene che la sostenibilità sia percepita al di fuori dell’impresa come uno strumento finalizzato al miglioramento dell’immagine aziendale (contro meno del 30% all’estero) o addirittura, nel 20% dei casi, un puro costo (meno del 10% all’estero).

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