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Pil, crollo record: -2,5% in un anno

di Teresa Barone

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Crolla il PIL nel secondo trimestre del 2012: -2,5% su base annua con i principali comparti produttivi in piena crisi, agricoltura, industria e servizi.

L’andamento del PIL nella penisola è caratterizzato da un netto calo sia nell’anno in corso sia rispetto a quanto registrato nel 2011: a rendere noto il crollo del prodotto interno lordo è l’Istat, che mette in evidenza come le cifre relative al secondo trimestre del 2012 siano pericolosamente vicine a quelle registrate nel quarto trimestre del 2009.

Italia in recessione profonda

Il PIL relativo al secondo trimestre dell’anno in corso è calato del 2,5% su base annua, e ha subito una diminuzione pari allo 0,7% rispetto al trimestre precedente: si tratta di cifre negative stimate per il terzo trimestre consecutivo, valori che quindi confermano come l’Italia si trovi in piena recessione in seguito a due variazioni congiunturali consecutive caratterizzate da valori negativi, con un -0,2% e -0,7% nel terzo e quarto trimestre 2011 e un -0,8% nel primo trimestre 2012.

Giù agricoltura, industria e servizi

L’Istituto di statistica sottolinea come il pessimo andamento del PIL sia dovuto al pesante calo del valore aggiunto nei tre più importanti settori produttivi sui quali si basa l’economia della penisola, quindi agricoltura e industria, seguiti dai servizi. A gravare sul crollo dl PIL sono anche le cifre relative alle giornate di lavoro complessive maturate nel secondo trimestre, due in meno rispetto ai primi sei mesi del 2012 e una in meno del 2011

Crisi in tutti i settori, attività estrattiva esclusa

A subire una forte diminuzione in termini di produttività è stata la quasi totalità dei settori industriali (-1,4% m/m), con la sola eccezione dell’attività estrattiva potenziata dell’1%. Male il comparto auto, così come l’industria tessile, i prodotti realizzati con materie plastiche e il settore petrolifero. Per quanto concerne l’economia globale, invece, i report Istat informano su un aumento del PIL in termini congiunturali pari allo 0,4% negli USA, mentre nel Regno Unito il prodotto interno lordo è calato dello 0,7%.

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