L’Unione Europea spinge per l’RFID

di Paolo Iasevoli

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L'UE sceglie il palcoscenico del CeBit per esporre i suoi programmi in merito alle etichette intelligenti e alle telecomunicazioni elettroniche

L’Unione Europea sceglie il CeBit 2007 per presentare la sua strategia in merito alla tecnologia RFID (identificazione a radiofrequenza).

I temi caldi verso i quali la Commissione Europea ha rivolto la sua attenzione riguardano principalmente la privacy dei consumatori: è infatti necessario muoversi per tranquillizzare gli utenti per consentire all’RFID di continuare ad espandersi.

Le applicazioni sono innumerevoli e Viviane Reding, commissaria responsabile della società dell’informazione e dei media li sintetizza egregiamente: «dalla lotta alla contraffazione al miglioramento delle cure sanitarie, i chip intelligenti basati sulla tecnologia RFID offrono straordinarie opportunità per le imprese e la società in generale».

Lo scorso Ottobre la Commissione ha tenuto una consultazione pubblica dalla quale è emerso un dato preoccupante: oltre il 60% dei 2190 partecipanti ha dichiarato di conoscere poco o per nulla la tecnologia RFID.

«Per questo», continua la Reding, «la strategia della Commissione sarà finalizzata a sensibilizzare i cittadini. In particolare, essa insisterà sul fatto che ognuno deve essere libero di decidere sull’uso dei propri dati personali e punterà nel contempo all’eliminazione da parte dell’Europa degli ostacoli ancora esistenti alla realizzazione dell’enorme potenziale della tecnologia RFID».

L’obiettivo della Commissione è istituire un gruppo di parti interessate all’RFID per una consultazione propedeutica alla promulgazione di nuove norme sulle telecomunicazioni elettroniche. Entro la fine dell’anno pubblicherà poi una raccomandazione relativa alla sicurezza dei dati e alla tutela della vita privata in materia di etichette radio intelligenti.