Stampa aziendale, troppi sprechi in Europa

di Noemi Ricci

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Secondo un recente studio, il 90% dei dipendenti europei si impegnerebbe nel ridurre i gli sprechi legati alla stampa in ufficio, ma il 55% ritiene che, nel complesso, in azienda questi siano ancora troppo elevati

Lexmark ha reso pubblica in questi giorni una nuova ricerca commissionata a Lepsos e condotta intervistando 5.676 dipendenti delle aziende di 13 paesi europei per conoscere le problematiche relative alla stampa e alla gestione documentale in particolare relativamente allo spreco di carta e i relativi danni economici per le strutture e per l’ambiente.

L’indagine si inquadra nella strategia Lexmark “Print Less, Save More“, oltre che nei programmi educational, di cui fa parte anche il recente Centro di Eccellenza.

Il 90% dei dipendenti dichiara di impegnarsi quotidianamente nella riduzione dei volumi di stampa.
Sembrano quindi in contrasto i dati che rilevano come il numero di pagine stampate negli uffici resti comunque troppo elevato, nonostante il calo segnalato in Paesi come l’Italia (circa 9 pagine al giorno in meno rispetto a due anni fa).

In Europa, la media è di 31 pagine stampate quotidianamente (contro le 34 di due anni fa), mentre in Italia è di 32. I più impegnati nel ridurre gli sprechi risultano gli svedesi con una media di 20.

Nel 2006 il settore “meno attento” era – con 47 pagine – quello del Commercio, passato a 34 nel 2007, anno in cui viene battuto dl settore Servizi, passato da 46° 36 pagine giornaliere.

Sembra migliorare anche la percezione dello spreco da parte dei dipendenti, salita al 55% (dal 52%).
Paradossalmente l’indagine rivela uno squilibrio tra consumi ridotti percepiti dai singoli e realtà dell’elevato consumo dell’impresa cui appartengono. Solo il 27% dei dipendenti ammette di esser parte in causa. In Italia la percentuale sale fino al 33%

Dal canto loro, il 49% delle aziende ha modificato le proprie policy riguardo i processi di stampa, il 42% promuove best practice per cercare di evitare gli sprechi, incoraggiando i dipendenti ad adottare comportamenti responsabili in tal senso.

Il 62% di questi afferma che queste politiche abbiano contribuito nel raggiungere una maggiore efficienza, ma che si possa mantenere lo stesso livello di produttività riducendo di un ulteriore 30% l’output di stampa individuale.