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Pensioni di reversibilità senza ritocchi

di Barbara Weisz

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Riforma prestazioni previdenziali senza riordino per quelle assistenziali: niente tagli a pensioni di invalidità e reversibilità ai superstiti, emendamento al Ddl contro la povertà.

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Pensioni di reversibilità
fuori dalla razionalizzazione delle prestazioni previdenziali inserita nella legge di contrasto alla povertà: lo prevede uno degli emendamenti al ddl presentati dallo stesso al Governo, che fa quindi marcia indietro rispetto a quanto previsto (rimodulazione dei trattamenti ai superstiti con criteri legati al reddito). In tutto, ci sono 252 proposte emendative presentate in Commissione Lavoro alla Camera sulla legge delega, che entro al fine di giugno dovrebbe arrivare in aula.

=> Pensioni reversibilità: polemica sui tagli

In pratica, la modifica prevede l’esclusione dal riordino di tutte le prestazioni previdenziali. Resta invece la razionalizzazione delle prestazioni assistenziali, come assegno sociale o maggiorazioni legate al reddito del beneficiario. Non sono stabiliti gli strumenti attraverso i quali verrà praticato il riordino, che ha l’obiettivo di evitare duplicazioni. E’ possibile che determinate prestazioni vengano assorbite in un nuovo trattamento o che si attui una ridefinizione delle soglie ancorate al reddito ISEE.

Comunque sia, non cambia nulla per pensioni reversibilità e per tutti gli altri trattamenti previdenziali, come le pensioni di invalidità civile o l’assegno mensile di invalidità. Il Governo in pratica elimina il taglio alle pensioni reversibilità inizialmente previsto nel disegno di legge delega, che prevedeva un riordino delle prestazioni con criteri maggiormente legati al reddito ISEE.

Attualmente le pensioni ai superstiti sono invece legate al numero degli aventi diritto (coniuge, figli, nipoti). E’ prevista una riduzione in base al reddito, che può andare dal 25% al 50% del trattamento (la massima si applica in caso di reddito superiore a cinque volte il minimo, quindi oltre i 32.622,85 euro).

=> Pensioni reversibilità: il taglio originariamente previsto

Fra le altre proposte emendative, l’esclusione dal riordino delle prestazioni agli Italiani all’estero, un periodo transitorio per chi perde il diritto a prestazioni oggi erogate, la priorità a disoccupati ultra50enni, nuclei familiari con minorenni, soggetti con maggiori difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro (tutte proposte della sinistra PD), una riduzione dei vitalizi parlamentari per destinare più risorse al piano povertà (M5S).

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