Esodati verso l’ottava salvaguardia

di Francesca Vinciarelli

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In arrivo l'ottava salvaguardia per i lavoratori esodati penalizzati dalla Riforma delle Pensioni Fornero: ecco il progetto di legge e i nodi da sciogliere.

È in preparazione l’ottava salvaguardia, il provvedimento che dovrebbe risolvere definitivamente il problema dei lavoratori esodati creato a seguito delle nuove norme per il sistema previdenziale introdotte con la Riforma delle Pensioni Fornero. A lavorare all’ottavo disegno di legge volto a tutelare circa 30 mila esodati e garantire loro l’accesso alle pensione con le vecchie regole è la Commissione Lavoro della Camera guidata dal Presidente, Cesare Damiano, e da Maria Luisa Gnecchi del Pd:

«Stiamo preparando un disegno di legge che riguarda l’ultima e definitiva salvaguardia degli esodati, l’ottava. La nostra proposta non prevede coperture finanziarie aggiuntive perché vuole utilizzare tutte le risorse del Fondo a suo tempo appositamente istituito: si tratta di oltre 11 miliardi di euro per salvaguardare circa 172.000 lavoratori» ha dichiarato Cesare Damiano.

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Damiano spiega inoltre che:

«Finora, secondo l’ultimo rapporto dell’INPS, sono già andati in pensione, con le prime sette salvaguardie, circa 100.000 lavoratori e altri 25.000 sono in dirittura d’arrivo. Si tratta di un risultato molto soddisfacente e non scontato che adesso deve trovare il suo punto di conclusione».

Per la messa a punto definitiva del provvedimento, però, è necessario attendere la conclusione della settima salvaguardia, essendo il progetto dell’ottava tutela legato al riutilizzo dei posti e delle risorse avanzate dalle precedenti salvaguardie, senza determinare costi aggiuntivi per le finanze pubbliche. Allo scopo, alla chiusura definitiva della settima salvaguardia sarà necessario attivare una conferenza dei servizi interministeriale che certifichi le risorse eccedenti sul Fondo degli esodati e consenta il riuso dei risparmi maturati.

Resta poi da chiarire la questione delle lavoratrici esodate dalle Poste Italiane che non sono rientrate nelle sette salvaguardie. Si tratta, secondo quanto riportato dal sottosegretario al Welfare Massimo Cassano in un’interrogazione in Commissione Lavoro alla Camera, di 82 esodate che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 2018.

Il nodo riguarda però proprio il calcolo del numero esatto delle lavoratrici esodate escluse dalle tutele, che sarebbero in realtà centinaia, poiché i numeri forniti dall’INPS appaiono incompleti e inaffidabili, non tenendo conto:

  • delle cessazioni individuali del rapporto di lavoro per i quali non vige l’obbligo di inviare una specifica comunicazione all’Istituto;
  • dei lavoratori che non hanno presentato domanda di salvaguardia.

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Il numero è stato infatti ottenuto dall’Istituto contabilizzando solo i lavoratori di Poste Italiane ai quali l’INPS ha respinto, per assenza del requisito anagrafico o contributivo, la domanda di salvaguardia per cessazione del rapporto di lavoro derivante da accordo individuale sottoscritto entro il 31 dicembre 2011, escludendo poi i lavoratori deceduti, i titolari di pensione e i cessati dopo il 31 dicembre 2012.

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