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Pensioni, governo e sindacati al lavoro

di Barbara Weisz

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Primo incontro tra Governo e sindacati sulla Riforma delle Pensioni: il confronto proseguirà anche sul tema dell'occupazione, con due tavoli separati.

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Governo e sindacati soddisfatti dopo il primo vertice sulla riforma delle pensioni: il confronto si è aperto il 24 maggio con l’impegno a proseguire la discussione con due tavoli separati, uno sulla previdenza, l’altro sull’occupazione. Un incontro iniziale, durante il quale le parti non sono entrate nel merito delle questioni. Non si è dunque parlato di APE (Anticipo Pensionistico), una delle opzioni per promuovere la flessibilità in uscita con un meccanismo che prevede l’intervento del privato a garanzia del trattamento che il lavoratore percepisce nei tre anni prima della pensione, da restituire poi quando percepirà l’assegno pensionistico.

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All’incontro incentrato sulla Riforma delle Pensioni erano comunque presenti tutti coloro che fino ad oggi hanno avanzato ipotesi concrete per la flessibilità in uscita e sottoposto istanze prioritarie per la tutela dei lavoratori prossimi alla pensione: il ministro Giuliano Poletti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini e i segretari delle tre sigle confederali, ossia Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil).

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Il punto fermo, ha sottolineato dal ministro Poletti, è che l’Esecutivo conferma l’intenzione di mettere a punto una riforma pensioni da inserire nella prossima Legge di Stabilità, sempre nel rispetto dei paletti rappresentati dai vincoli di bilancio. Non solo. il confronto con i sindacati proseguirà anche sulle politiche del lavoro, con il governo che ribadisce la linea impostata dal Jobs Act e dai provvedimenti degli ultimi anni:

«il costo del lavoro stabile deve essere strutturalmente più basso di quello del lavoro a termine».

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Reazioni sindacali: Susanna Camusso apprezza l’impegno del Governo a «un confronto aperto», per cui «non ci faranno trovare decisioni unilaterali», Annamaria Furlan esprime l’auspicio che questo «segni davvero un cambio di passo nel rapporto tra governo e sindacati», e anche il leader Uil Carmelo Barbagallo sottolinea che «dal punto di vista del metodo il confronto con il governo è iniziato con il piede giusto. Vedremo se anche nel merito sarà lo stesso».

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