Programma Quadro Ue, al via i progetti italiani

di Marianna Di Iorio

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La Commissione europea ha dato il via libera alla presentazione dei progetti in materia di innovazione e competitività, nell'ambito del Settimo Programma Quadro

«La Commissione europea ha approvato in via definitiva il Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 dell’Italia. Soddisfatti di questo esito, siamo pronti per passare alle azioni concrete: questa è un’occasione che non possiamo permetterci di sprecare».

Così ha affermato il Ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, in occasione del via libera dato da Bruxelles alla presentazione dei progetti per ottenere i finanziamenti messi a disposizione dal Programma di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (Tic).

L’obiettivo è quello di limitare al minimo il divario tra la aree più sviluppate del nostro Paese e quelle non sviluppate, con un occhio di riguardo al Mezzogiorno.

Attraverso l’approvazione del Quadro Strategico Nazionale saranno realizzati programmi nazionali e regionali finanziati dalla Comunità europea. In particolare, saranno stanziati 123 miliardi di euro nel periodo 2007-2013. Di questi, 100 miliardi saranno destinati alle aree del Mezzogiorno.

«Si tratta certamente – ha aggiunto il Ministro – di un programma ambizioso per l’entità delle risorse coinvolte, per le scelte di sviluppo adottate e per il metodo utilizzato che, per la prima volta, mette insieme risorse nazionali (Fondo aree sottoutilizzate) e con un’enfasi particolare nel Mezzogiorno perchè è lì che i fattori di freno nell’economia nazionale (qualità dei servizi collettivi, livello delle competenze, impegno nella ricerca ed efficienza del mercato dei capitali) sono particolarmente pesanti».

Secondo quanto stabilito nella strategia resa nota dal nostro governo, nei prossimi 6 anni i finanziamenti comunitari e nazionali dovranno essere utilizzati per finanziarie alcuni obiettivi strategici. Tra questi, si punta alla ricerca e innovazione, all’efficienza energetica, alla competitività dei sistemi produttivi, all’internazionalizzazione e ad una pubblica amministrazione più efficiente.

Secondo il capo del Dipartimento per le politiche di Sviluppo e Coesione, Carlo Sappino, «con la Commissione europea c’è stato un confronto lungo, anche complicato, che ha consentito però di puntualizzare alcuni aspetti del Quadro, frutto di un lungo lavoro di condivisione con le Regioni, le amministrazioni centrali e i diversi soggetti del partenariato economico e sociale. Il testo ne è uscito certamente arricchito, ma le linee strategiche che ne erano alla base sono state pienamente confermate».

«Quanto ai tempi – ha aggiunto Sappino – siamo in linea con quelli medi di tanti altri Paesi dell’Ue».