In Italia scende il tasso di disoccupazione

di Marianna Di Iorio

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Secondo il rapporto annuale sull'occupazione dell'OCSE, in Italia il numero delle persone che sono senza lavoro è destinato a diminuire

Nel nostro Paese la disoccupazione scende, con un tasso del 6,3% per quest’anno, rispetto al 6,9% del 2006 e al 6% previsto per il 2008.

Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’Employment Outlook 2007, il Rapporto annuale sulle prospettive di occupazione pubblicato dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

In particolare, in Italia nel 2006 le persone disoccupate sono state 1,7 milioni, per quest’anno sono destinate a scendere a quota 1,6 milioni e nel 2008 a 1,5 milioni.

Se si considera il panorama europeo, nel Vecchio Continente ci sono 12,9 milioni di persone che attualmente non hanno lavoro, ma si prevede che scenderanno a 12,3 milioni nel 2008. Per quanto riguarda, invece, tutti i Paesi che appartengono all’OCSE, i senza lavoro del prossimo anno saranno 31,8 milioni.

In controtendenza, si registra anche un rallentamento nella crescita dell’occupazione, sia in Italia sia in Europa. Nel nostro Paese si è assistito ad un incremento del 2,2% nel 2006, ma si dovrebbe scendere all’1,6% quest’anno e allo 0,9% l’anno prossimo. L’Europa dall’1,5% previsto per il 2007 è destinata a scendere all’1,2% nel 2008.

Lo studio dell’OCSE ha, inoltre, analizzato i salari dei lavoratori nei Paesi coinvolti nell’indagine. È emerso che negli ultimi dieci anni sono cresciute notevolmente le distanze tra chi guadagna di più e chi guadagna di meno: tra il 1995 e il 2005 le retribuzioni dei lavoratori pagati di più sono cresciute notevolmente, mentre sono rimasti quasi invariati i salari di chi guadagna meno.

Ad ogni modo, in Italia i salari dovrebbero aumentare quest’anno e, secondo quanto si legge nel rapporto, «la situazione è piuttosto variegata in Europa, con la Germania, l’Italia, il Lussemburgo, l’Olanda, il Portogallo, la Spagna e la Svizzera che hanno sofferto tagli ai salari reali nel 2006». Nei prossimi due anni le retribuzioni sono destinate a crescere, tranne in Germania dove, invece, continueranno a scendere.