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Pensioni minime e legislazione inadeguate: report UE sull’Italia

di Barbara Weisz

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Il Consiglio d'Europa, organismo per i diritti umani a cui aderisce l'Italia, rinnova la bocciatura al sistema previdenziale italiano: trattamenti minimi troppo bassi e non solo.

La pensioni minime in Italia non sono sufficienti e la legislazione in merito è inadeguata: non è una denuncia sindacale ma la posizione del Consiglio d’Europa – Comitato per i Diritti Sociali, organismo panaeuropeo a cui aderiscono 48 paesi di cui 28 membri UE. Il comitato ha sottoposto a verifica il rispetto della Carta Sociale Europea e su 15 parametri, l’Italia ha ottenuto 7 bocciature, due delle quali riguardano il sistema previdenziale.

Pensioni minime e sociali

In Italia, secondo il rapporto, non sono adeguati nè il livello minimo delle pensioni (sotto la media europea di oltre il 40%) nè quello degli assegni sociali, ad esempio per la disabilità. Non solo: non sono state intraprese misure normative adeguate per migliorare il livello del sistema previdenziale. La bocciatura sulle pensioni minime e su altri capitoli relativi all‘inclusione sociale era già contenuta nel report del 2012 e diffuso nel gennaio 2013, ma nel frattempo le istituzioni italiane non hanno prodotto elementi sufficienti a cambiare questo parere di non conformità alla Carta.

L’analisi di pensioni e lavoro

Il report, pubblicato il 29 gennaio 2014, ha preso in considerazione il periodo 2008-2011, senza quindi neppure i tagli della riforma delle pensioni contenute nel Salva Italia (Dl 201/2011): non solo non sono intervenute norme per aumentare le pensioni minime, ma quelle superiori a tre volte il minimo hanno persino smesso per due anni di rivalutarsi. Il prossimo report del Comitato per i diritti Sociali del Consiglio d’Europa (da non confondersi con il Consiglio europeo, che riunisce i capi di stato e di governo di Eurolandia), riguarderà il mercato italiano del lavoro. Il Comitato si occupa infatti di verificare il rispetto della Carta sociale europea adottata nel 1996 e che l’Italia ha firmato nel 1999. Riguarda una serie di diritti civili e umani relativi ai seguenti temi: casa, salute, istruzione, lavoro, giustizia e stato sociale, libertà, non discriminazione.

(Fonte: il report del Comitato del Consiglio d’Europa dedicato all’Italia).

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