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Pensioni, niente requisiti ridotti dal 2019

di Barbara Weisz

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Diminuiscono le aspettative di vita degli Italiani ma non l'età pensionabile: adeguamento pensioni rivedibile solo al rialzo dei requisiti.

La riduzione delle aspettative di vita, dovuta alla crisi economica, non determina un adeguamento delle pensioni alle nuove speranze di vita (verifica a cadenza triennale fino al 2018, biennale negli anni successivi), che può variare solo in aumento ma non in diminuzione (legge 122/2010). La Riforma Pensioni prevede infatti un progressivo innalzamento dell’età pensionabile, pur a fronte di minori speranze di vita.

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Secondo il Rapporto Osservasalute, nel 2015 la speranza di vita si è ridotta a 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne, rispettivamente due e tre mesi in meno rispetto all’anno precedente.

Le cause? Meno risorse pubbliche per la Sanità, minore incidenza di patologie prevenibili, poca prevenzione (Italia 30esima fra i paesi OCSE), scarsa vaccinazione antinfluenzale tra gli anziani, crisi economica. Un dato poco incoraggiante, visto che è la prima volta nella storia del Paese.

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L’unico risvolto positivo sarebbe potuto essere quello relativo alle pensioni, che dal 2013 ogni tre anni prevedono uno scatto (che alza il requisito di età pensionabile) per adeguarsi alla speranza di vita (dal 2019 scatto biennale). Tuttavia, l’adeguamento delle pensioni avviene solo su base ISTATIn ogni caso, l’articolo 12 del citato Dl 122/2010 prevede che i requisiti di età e anzianità contributiva possano essere solo alzati, mai ridotti.

Il prossimo adeguamento alla speranza di vita è previsto per il biennio 2019-2020. In base alla legge, dal 2019 l’età pensionabile sarà pari a 67 anni per coloro che si ritirano con il sistema misto (contributivo + retributivo) e 71 anni per chi ha l’assegno interamente calcolato con il contributivo. Questo, indipendentemente dall’adeguamento alle speranze di vita.