Retribuzioni: ecco dove si guadagna di più in Italia

di Teresa Barone

La classifica retributiva delle Regioni e Province italiane conferma il gap tra Nord e Sud e rilancia il ruolo chiave del PNRR: JP Geography Index 2022.

Dove sono le aziende che pagano meglio in Italia? Per rispondere a questa domanda è possibile consultare la nuova edizione del JP Geography Index 2022, la classifica retributiva delle Province e Regioni italiane stilata dall’Osservatorio JobPricing.

Elaborate tenendo come riferimento la Retribuzione Globale Annua Lorda (RGA), ottenuta dalla somma tra la RAL e la retribuzioni variabile percepita dai lavoratori, le valutazioni segnalano una RGA media nazionale pari a 29.840 euro.

Le Regioni dove si guadagna di più

Otto Regioni su 20 sono sopra la media nazionale dal punto di vista degli stipendi percepiti dai lavoratori: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Lazio, Liguria, Emilia-Romagna Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia.

Se quelli più alti sono percepiti in Lombardia e Trentino-Alto Adige, al terzo posto si colloca il Lazio.

La Sardegna scivola dalla quattordicesima alla diciassettesima posizione, mentre a salire di due posizioni sono Piemonte, Valle d’Aosta e Puglia. Fanalino di cosa sono Sicilia, Calabria e Basilicata.

Le Province con gli stipendi più alti

Stando al report, solo 20 Province su 107 pagano uguale o più della media nazionale. Al primo posto si colloca Milano, seguita da Trieste e Bolzano.

A guadagnare terreno rispetto alla graduatoria 2021 sono Terni, Brescia e Gorizia, mentre Avellino, Fermo e Sud Sardegna perdono diverse posizioni. Ultime in classifica, infine, sono Sassari e Ragusa.

Anche quest’anno si conferma la netta divaricazione fra salari nel Nord del paese e salari del sud del paese – afferma Alessandro Fiorelli, CEO in JobPricing. – Un chiaro indicatore, se ancora ce ne fosse bisogno, di un paese a due velocità dove le opportunità occupazionali e di conseguenza livelli retributivi sono più deficitari laddove lo sviluppo socioeconomico è inferiore.

Le retribuzioni, continua Fiorelli, confermano che colmare lo squilibrio fra Nord e Sud rimane una priorità  di cui il sistema politico deve farsi carico: in quest’ottica, il PNRR sembra rappresentare un’occasione per consentire di creare anche nel Mewzzogiorno le condizioni per un reale sviluppo socio-economico e innescare una dinamica occupazionale e salariale positiva.