Assegno Unico figli e busta paga: ecco chi ci perde

di Redazione PMI.it

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Assegno Unico per alcuni molto sfavorevole rispetto alle precedenti agevolazioni: la segnalazione dei Consulenti del Lavoro con cinque esempi pratici.

Prime criticità dell’Assegno Unico, che ha portato fuori dalla busta paga detrazioni e agevolazioni per figli a carico: le segnalano i Consulenti del Lavoro attraverso alcuni casi esemplificativi nei quali emerge come la nuova prestazione rappresenti per alcuni lavoratori una penalizzazione rispetto alle precedenti agevolazioni fiscali.

Penalizzazioni Assegno Unico

L’impatto in busta paga dell’Assegno unico, in fase di prima applicazione, ha generato «confusione, false aspettative e delusione in capo a molti di quei nuclei familiari che avrebbero dovuto essere i principali beneficiari della nuova misura».

«Gli unici a trarre beneficio», secondo i Consulenti del Lavoro, sono in buona sostanza i due estremi della platea del percettori: le famiglie numerose con ISEE molto basso e le famiglie con redditi così alti da non aver mai goduto neppure degli ANF (Assegni al nucleo familiare).

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Chi ci perde con l’Assegno Unico: 5 esempi

Un meccanismo complesso, secondo i Consulenti del Lavoro, basato su informazioni che non sono in grado di misurare correttamente la ricchezza reale dei nuclei familiari con figli a carico. I punti deboli della riforma delle misure per la genitorialità vengono indicati attraverso cinque esempi.

  1. Genitori coniugati, due figli minori di 3 anni. Con moglie a carico ed ISEE di 6.400 euro, un lavoratore prende un Assegno Unico di 350 euro invece che ANF da 199 euro e detrazioni per 125 euro, dunque guadagna circa 25 euro in più al mese, ma rispetto al 2021 perde 50 euro perché non gode più della maggiorazione ANF (37,50 per ogni figlio) prevista lo scorso anno.
  2. Convivente con un figlio maggiore di 3 anni ed ISEE di 11.537 euro. Si prende un Assegno Unico di 205 euro, guadagnando rispetto al 2021 circa 13 euro considerando le maggiorazioni ANF 2021, circa 50 euro senza considerarle.
  3. Genitori coniugati, quattro figli di cui uno oltre i 3 anni. Con moglie a carico ed ISEE di 24mila.900 euro, si prende un Assegno Unico di 716,60 euro, andando a perdere oltre 250 euro rispetto al 2021, oltre 100 euro anche senza considerarle.
  4. Madre separata, due figli maggiori di 3 anni ed ISEE di 15.298 euro. L’Assegno Unico è pari a 410 euro, importo inferiore ai 490 euro precedenti, che erano giunti ad essere addirittura 565 euro nel 2021 grazie alle maggiorazioni.
  5. Genitori coniugati, due figli maggiori di 3 anni. Con moglie a carico e reddito di 98.258 euro, adesso guadagna circa 80 euro in più rispetto alle sole detrazioni prima fruite (non accedendo agli ANF per via dell’alto reddito).

Pro e contro dell’Assegno Unico

In generale, i Consulenti del Lavoro si chiedono anche «se sia stato veramente opportuno eliminare misure che per anni hanno caratterizzato, su parametri di natura reddituale, i sussidi alle famiglie. Un punto a favore sarebbe invece il fatto che, per la prima volta, percepiscono l’Assegno per i figli minorenni anche i lavoratori autonomi.

In definitiva, una riforma «tra luci e ombre, che deve ancora dimostrare tutto il suo potenziale sostegno alla genitorialità». E che in corso d’opera necessita di correttivi, che tengano «in maggiore considerazione la conformazione delle famiglie italiane, per le quali l’abitazione di proprietà e i piccoli risparmi non sono sintomo di lusso e di ricchezza, ma solo di grandi sacrifici personali».