Retribuzioni in era Covid, gli italiani si accontentano

di Redazione PMI.it

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Cresce la soddisfazione dei lavoratori italiani nei confronti dello stipendio, nonostante la pandemia: CIG e smart working hanno evitato il peggio.

La pandemia ha impattato in modo negativo sulle retribuzioni, in misura maggiore rispetto ai livelli occupazionali grazie al blocco dei licenziamenti disposto dal Governo. Secondo gli esiti dell’Osservatorio JobPricing, che ha condotto la survey su oltre 2000 lavoratori dipendenti, il livello di soddisfazione degli italiani nei confronti dello stipendio è cresciuto rispetto al passato, passando da 3,7 del 2019 a 4,4 (+19%).

Un dato apparentemente sorprendente che si spiega proprio tirando in ballo la crisi Covid, infatti la crisi sanitaria sembra aver portato i lavoratori a rivalutare positivamente la propria retribuzione e a focalizzarsi su un aspetto determinante, vale a dire la possibilità di avere ancora un lavoro. Basti pensare che la soddisfazione è più alta in coloro che lavorano in aziende impattate negativamente dal Coronavirus.

Sappiamo che le retribuzioni nel 2020 hanno registrato un’illusione di crescita salariale – commenta Alessandro Fiorelli (CEO di Jobpricing) -, cioè il valore medio dello stipendio è aumentato contestualmente alla crescita della disoccupazione e dell’inattività. Questo fenomeno si è prodotto perché sono uscite dal mercato del lavoro soprattutto persone con retribuzioni più basse della media, ma, ovviamente, non si tratta di un dato positivo.

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L’indagine rileva anche la correlazione tra CIG e livello di soddisfazione, infatti quest’ultima cresce in modo direttamente proporzionale al crescere del periodo passato in CIG. Anche l’opportunità di lavorare in remoto è un aspetto che aumenta il livello di soddisfazione, tanto che questo valore è maggiore per i lavoratori che non avevano mai beneficiato dello smart working. A essere insoddisfatti, invece, sono le categorie di lavoratori che, nel mercato, percepiscono retribuzioni più basse.

=> Calcolo stipendio netto in busta paga

La retribuzione fissa, in ogni caso, è in cima alla lista delle motivazioni che spingono a cambiare lavoro.

Per quanto riguarda le aspettative per il 2021, il 67% dei lavoratori ritiene che non ci saranno modifiche alla propria retribuzione durante l’anno.

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